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La Riserva Moac (foto di: Roberto SPINA)
08.03.2007 | La Musica
La "RISERVA MOAC" è un collettivo che suona etno-folk contemporaneo, composto che vuol significare il desiderio di trovare una nuova espressione della musica etnica, comunicata con una peculiarità ritmica e stilistica riconducibile ai canoni della musica contemporanea.
Il progetto vuole certamente essere un veicolo di diffusione culturale, sia sul piano musicale, sia sul piano lirico e dei temi trattati.
Lo stile MOAC, così come è stato ribattezzato nella evidente difficoltà di classificare questo tipo di musica nell'ambito della classica suddivisione dei generi, ha come punto di partenza i suoni tradizionali della terra d'origine.
Alla base di tutto c'è una scelta minimale di creare un sound basato principalmente sulla forza di strumenti acustici come la zampogna, ciaramella, fisarmonica o la sezione degli aerofoni, fatti letteralmente incidentare con ritmiche e strumenti provenienti da più parti del mondo e con basso, batteria e suoni elettronici che hanno il... «continua»
Adriano LUALDI
08.03.2007 | La Musica
Anche il Molise può vantare almeno un personaggio che abbia segnato la storia della musica nazionale: Adriano Lualdi, nato a Larino (CB) il 1885, studiò pianoforte, composizione e direzione d'orchestra prima a Roma, poi a Venezia con Worf-Ferrari.
Diplomatosi al conservatorio nel 1907, iniziò giovanissimo l'attività di direttore d'orchestra dedicandosi, a fasi alterne, anche alla composizione di opere per il teatro (tra le quali ricordiamo "Le furie di Arlecchino", del 1915; "Guerrin Meschino", leggenda medioevale per marionette del 1920; " Il diavolod del campanile", del 1925, ispirato ad un racconto di E.A.Poe; e una lunga serie di composizioni per musiche corali, da camera e per orchestra).
Fu anche un importante critico musicale, collaborando con riviste specializzate nel settore e quotidiani e fu tra i primi organizzatori del "Festival di Musica Contemporanea" a Venezia.
Acceso assertore dell'ideale nazionalistico, sostenne le sue idee oltre che con... «continua»
Pompei: il mosaico dei Musici ambulanti
08.03.2007 | La Musica
Presente in molte varietà, in tutta l'Italia centrale e ben vivo nell'uso fino a qualche decina di anni fa, il saltarello (o saltarella o savatarella), com'è spesso chiamato in Abruzzo, (saltarielle o ballarella) nel Molise non è oggi del tutto dimenticato e ancora vive qua e là suonato e danzato in varie occasioni festive (soprattutto i matrimoni).
Si può dire che il saltarello appartiene al vasto filone delle danze di corteggiamento e che non improbabile è una sua discendenza italica, vedi le pitture murali delle tombe etrusche di Tarquinia (V secolo) che effettivamente ci propongono la figurazione di danzatori e danzatrici impegnati in gesti e passi che ci ricordano il nostro saltarello.
Va comunque notato che, contrariamente a quanto può far pensare il suo nome, questo ballo non è molto saltato del tutto e anzi si presenta (in Ciociaria) morbido e quasi lento.
Il saltarello è una danza ampiamente testimoniata nella tradizione colta fin dal XIV secolo... «continua»
Il suonatore di bu-fù
08.03.2007 | La Musica
Facciamo conoscenza con uno strumento che viene spesso impiegato nella musica folkloristica molisana, oltre alla fisarmonica ed alla chitarra, per accompagnare ritmicamente i tradizionali passi di danza in costume e i semplici canti dialettali: il bu-fù.
Noto anche come caccavella o pu-ti-pù è uno strumento originario della Campania, dove ancora è in uso per eseguire la tarantella o la tammuriata, e "preso in prestito" dai molisani per ritmare le loro coreografie.

E' un piccolo tamburo, con fusto vascolare cilindrico o tronco-conico costituito solamente da un recipiente di terracotta o di latta, su cui è tesa una pelle di animale.
Al centro di questa menbrana è montata una bacchetta (spesso è usata una canna) oppure una corda che è messa in vibrazione dalla mano inumidita fatta scorrere con forza su e giù lungo la bacchetta o la corda stessa.
Il pu-ti-pù conosce anche usi rituali come il canto per questua e la "musica" della settimana santa. ... «continua»
La zampogna molisana
08.03.2007 | La Musica
A parte le leggende popolari, la zampogna (diffusa in tutto il sud della penisola, dal Lazio alla Sicilia, Puglia esclusa) è da considerare ancora oggi strumento tipico delle comunità agro-pastorali e rimane espressione autentica della cultura che l'ha prodotta e conservata, al di là delle consuete e retoriche immagini oleografiche del presepe e del Natale.
L'esistenza musicale dello strumento è legata agli ultimi artigiani costruttori, tra cui quelli di Scapoli, il cui lavoro rispetta ancora antichi rituali di fabbricazione, a cominciare dalla scelta del legno, quasi sempre l'ulivo, ma anche il ciliegio, il prugno, il mandorlo.
Le zampogne molisane, come tutte quelle del meridione d'Italia, sono caratterizzate dal mono-impianto (tutte le canne sonore vengono innestate in uno stesso blocco di legno) e dal doppio chanter (cenne del canto), e sono alimentate "a bocca" attraverso un cannello d'insufflazione.
L'otre, che funge da serbatoio d'aria, permette... «continua»
San Polo Matese (foto di: Roberto SPINA)
08.03.2007 | La Musica
I canti Sanpolesi sono ricchi di armonia, spontanei e pieni di originali espressioni.
Sono stati tramandati di generazione in generazione , serbando sempre la freschezza ingenua originaria, anzi, in qualcuno si sente la stessa ingenuità della prima poesia italiana.
Molti, più che la rima, hanno armoniose assonanze e prorompono semplici, vividi, senza influenza di studio o di elaborazione.
Il popolo canta come sente, seguendo l'impulso del cuore. In genere sono canti di indole amorosa che venivano cantati, accompagnati dalle danze, durante le feste come l'uccisione del maiale, durante la mietitura o nelle lunghe sere d'estate, all'aperto sulle piazzette del paese.


A le chiane de Sante Necola
E' una storia d'amore, di tradimento e di morte. Lei ha avuto solo lui, ma lui la seduce e la lascia.
Un'altra donna è ormai la sua vita. Ma la prima non si rassegna, vende i suoi ori, compra una pistola e ammazza il fidanzato... «continua»