"Sempre ritorno fra le tue pareti, come un rifugio, o casa di mia gente!
Nessun albergo mai, nessun ostello, per varie plaghe, fu più seducente
del tuo silenzio ove, dal lungo esilio, vengo, a sanarmi d'ogni mia ferita,
in colloquio coi morti che mi amarono perché nacque da loro la mia vita.
Tu sola ridi, o casa di mia gente; tu sola resti, in mezzo alla rovina,
di tutti i sogni miei tristi e mendaci, nell'ora di mia vita che declina!
Tu sola vieni, o casa dell'infanzia, al mio ricordo ed alla mia speranza,
e, nel mio folle errare senza quiete, questa sola dolcezza oggi mi avanza.
Tornerò bimbo sulle tue terrazze; guarderò nelle notti, le tue stelle
tremare sulle torri delle chiese; ci sarà il canto delle mie sorelle,
ci sarà l'ombra di mia madre e il grido del vecchio gallo, a l'alba nei cortili
e dalle tue finestre, nell'azzurro, vedrò spuntare i rinascenti aprili.
E sarà la mia...
«continua»