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Il suonatore di bu-fù
08.03.2007 | La Musica
Facciamo conoscenza con uno strumento che viene spesso impiegato nella musica folkloristica molisana, oltre alla fisarmonica ed alla chitarra, per accompagnare ritmicamente i tradizionali passi di danza in costume e i semplici canti dialettali: il bu-fù.
Noto anche come caccavella o pu-ti-pù è uno strumento originario della Campania, dove ancora è in uso per eseguire la tarantella o la tammuriata, e "preso in prestito" dai molisani per ritmare le loro coreografie.

E' un piccolo tamburo, con fusto vascolare cilindrico o tronco-conico costituito solamente da un recipiente di terracotta o di latta, su cui è tesa una pelle di animale.
Al centro di questa menbrana è montata una bacchetta (spesso è usata una canna) oppure una corda che è messa in vibrazione dalla mano inumidita fatta scorrere con forza su e giù lungo la bacchetta o la corda stessa.
Il pu-ti-pù conosce anche usi rituali come il canto per questua e la "musica" della settimana santa. ... «continua»
La zampogna molisana
08.03.2007 | La Musica
A parte le leggende popolari, la zampogna (diffusa in tutto il sud della penisola, dal Lazio alla Sicilia, Puglia esclusa) è da considerare ancora oggi strumento tipico delle comunità agro-pastorali e rimane espressione autentica della cultura che l'ha prodotta e conservata, al di là delle consuete e retoriche immagini oleografiche del presepe e del Natale.
L'esistenza musicale dello strumento è legata agli ultimi artigiani costruttori, tra cui quelli di Scapoli, il cui lavoro rispetta ancora antichi rituali di fabbricazione, a cominciare dalla scelta del legno, quasi sempre l'ulivo, ma anche il ciliegio, il prugno, il mandorlo.
Le zampogne molisane, come tutte quelle del meridione d'Italia, sono caratterizzate dal mono-impianto (tutte le canne sonore vengono innestate in uno stesso blocco di legno) e dal doppio chanter (cenne del canto), e sono alimentate "a bocca" attraverso un cannello d'insufflazione.
L'otre, che funge da serbatoio d'aria, permette... «continua»
San Polo Matese (foto di: Roberto SPINA)
08.03.2007 | La Musica
I canti Sanpolesi sono ricchi di armonia, spontanei e pieni di originali espressioni.
Sono stati tramandati di generazione in generazione , serbando sempre la freschezza ingenua originaria, anzi, in qualcuno si sente la stessa ingenuità della prima poesia italiana.
Molti, più che la rima, hanno armoniose assonanze e prorompono semplici, vividi, senza influenza di studio o di elaborazione.
Il popolo canta come sente, seguendo l'impulso del cuore. In genere sono canti di indole amorosa che venivano cantati, accompagnati dalle danze, durante le feste come l'uccisione del maiale, durante la mietitura o nelle lunghe sere d'estate, all'aperto sulle piazzette del paese.


A le chiane de Sante Necola
E' una storia d'amore, di tradimento e di morte. Lei ha avuto solo lui, ma lui la seduce e la lascia.
Un'altra donna è ormai la sua vita. Ma la prima non si rassegna, vende i suoi ori, compra una pistola e ammazza il fidanzato... «continua»
Hitting the Sun (foto di: Luca ROSSI)
08.03.2007 | Lo Sport
Gli ingredienti ci sono tutti: le nostre splendide montagne del Matese, la neve, davvero tantiissima anche se abbiamo dovuto penare un po' di attesa di troppo quest'anno, magari qualche giorno di tempo splendido...
Ordunque giunto è il momento di parlare di SNOWBOARD!
Cosa sia lo snowboard credo non sia ancora chiaro a tutti... Di solito appena si sente questa strana parola nella mente di molti viene il pensiero: snowboard sta a snowboarder come oggetto per rompersi e rompere le proprie ed altrui gambe sta a teppista, giovinastro, delinquente evaso da un carcere di massima sicurezza (esagerato!!!). Beh, sarei un bell'ipocrita e bugiardo se tentassi di dire che non è assolutamente vero e che gli snowboarders siano tutti tipi "Peace and Love"; purtroppo di persone diciamo così poco rispettose verso il prossimo ce ne sono anche se fortunatamente non moltissime... Ma questo vale anche per lo sci e per tutte le umane attività; né è vero, e su questo non temo smentite, che... «continua»
Monte Miletto: vista del canale Adrenalina (foto di: Cristiano)
08.03.2007 | Lo Sport
Sembrerà strano ma, nel gruppo montuoso del Matese, l'ultima grande montagna dell'appennino centrale alto appena 2050m, l'inverno regala non poche sorprese.
Se in estate si presenta una montagna come tante altre se ne trovano in appennino, piccole e discontinue pareti rocciose, forme arrotondate, altopiani abbastanza anonimi, in inverno si trasforma in un piccolo paradiso del ghiaccio tipico delle "Highland" scozzesi.
Grazie alla sua posizione isolata e piuttosto a sud, riceve precipitazioni sia dai freddi balcani che dal più mite mar Tirreno.
Si hanno dunque alternanza di nevi farinose e secche (di estrazione balcanica) e nevi pesanti ed umide (di estrazioni tirreniche).
A tutto aggiungiamo i fortissimi venti che spazzano le sue cime (per la posizione isolata), ed ecco che il Matese si corazza di ghiaccio poroso anche in piena parete, esattamente come nella più famosa Scozia o Patagonia.
La mia prima visita risale a gennaio 2002 e la sorpresa fu... «continua»
Decollo Gallinola: in basso, il Lago Matese
08.03.2007 | Lo Sport
Grazie alla sua morfologia, il Matese offre meravigliose opportunità agli amanti del volo libero: per deltaplani e parapendii possono distinguersi almeno 3 aree di decollo con relativi atterraggi.


Decollo Gallinola (mt. 1596)

Il decollo è situato in località "Camerelle" ed è raggiungibile facilmente dal Passo del Perrone (mt. 1257): prendere la strada per Campitello Matese e dopo 8 km circa imboccare a sinistra un'evidente sterrata che porta sin sopraal decollo.
L'atterraggio è posto ad Est del lago del Matese.
Decollo facile sia per deltaplani cheper parapendii; per questi ultimi possibilità di "top landing". Volo adatto per principianti ed esperti, aperto da aprile a dicembre con venti dei quadranti meridionali (sud-est; sud-ovest; sud; ovest). 


Decollo di Monte Miletto (mt. 1831)

Possibilità di effettuare voli di "cross country" sui costoni lunghi dai 20 ai 30 chilometri, ricchi di... «continua»
Monti del Matese: passeggiata al tramonto
08.03.2007 | Lo Sport
Grazie ad un reticolo di strade bianche, aperte per il taglio dei boschi, che raccordano tra di loro i diversi pianori ed in parte seguono il fondo dei valloni, i Monti del Matese si prestano in maniera egregia a fare da scenario a passeggiate o escursioni con la mountain bike.
La natura, l'aria pura, il verde e la bellezza di queste montagne non possono che farci vivere esperienze meravigliose, ...anche se con un po' di fiatone.
Eh si... il rovescio della medaglia è che le strade sono nella maggior parte in salita ed è necessario un discreto allenamento per raggiungere le mete più ambite.
Niente paura, comunque; sono molti anche gli itinerari adatti a chi fa poco movimento fisico ed il Matese si lascia apprezzare dalle pendici alle vette più alte.
State certi che dopo i primi allenamenti punterete sempre più su.
Forse il fascino dell'altitudine, forse il desiderio di conquista, forse la voglia di arrivare dove pochi hanno osato, forse il semplice... «continua»
In Natale a tavola
08.03.2007 | La Cucina
Il significato cristiano del Natale è ben noto a tutti. Dalla prima domenica di Avvento la Chiesa è in attesa e si prepara con le cerimonie religiose a celebrare l'vento con grande devozione e partecipazione di fedeli.
Con lo stesso animo ed entusiasmo nelle famiglie molisane fervono i preparativi per riscoprire e riproporre i riti e le tradizioni gastronomiche legate a questa festività.
E' retorico chiedersi come sarà la tavola di Natale nelle nostre case: lo sappiamo già.
Niente, o quasi, cambia: è la festa della famiglia per antonomasia.
La tavola imbandita di ogni ben di Dio è ancora il punto di riferimento, di unione. Si sta tutti insieme nonni, figli, nipoti, ed amici.
Sono pochi, infatti, i molisani che trascorrono queste festività al ristorante; sarebbe tradire lo spirito del Natale.
Per l'occasione si riaprono i ricettari di famiglia, i vecchi quaderni neri carichi di foglietti volanti, di consigli di appunti, si rispolverano le... «continua»
Il segreto del buon vino molisano
08.03.2007 | La Cucina
Il racconto biblico dell'arca di Noé sul monte Ararat e quello della casuale scoperta della possibilità di trarre dai grappoli della vite che crescevano spontaneamente sui fianchi del monte a 5.000 metri di altezza, una bevanda gradevole e inebriante, sta a significare la remota origine di quella che nel corso dei secoli ha costituito l'esordio dell'enologia. E' probabile che la vinificazione risalente ai tempi pre-omerici sia stata introdotta nell'Italia meridionale dall'antica Grecia.
Il Molise era terra particolarmente vocata, lo testimoniano i resti archeologici delle zone di Pozzilli e Venafro a conferma delle lodi intessute da Plinio, Cicerone ed Orazio che avevano preferito la bellezza di questa provincia a quella romana anche per i suoi secolari vigneti, oltre che per gli uliveti e per le abbondanti fonti di acque salutari e medicamentose.
L'agricoltura che rappresenta oggi la base più solida dell'economia molisana, annovera tra i suoi vari settori, in primo... «continua»
Paestum: Pittura funeraria - Scena di convito
08.03.2007 | La Cucina
I Sanniti non hanno lasciato documenti letterari che descrivono il loro modo di vita, ma non manca tuttavia la possibilità di raccogliere informazioni attraverso gli scrittori antichi, i ritrovamenti archeologici e quanto si può legittimamente dedurre dagli usi a noi noti dei popoli sabelli della Campania e di altre zone.
I Sanniti, quando non erano intenti a depredare i vicini, dovevano ricavare il loro sostentamento direttamente dalla terra. Erano un popolo di contadini, montani atque agrestes come li definisce Livio (IX 13.7), e la loro vita era dura e frugale; rusticorum mascula militum/proles Sabellis docta ligonibus/versare glebas (Orazio, Carmina III 6.3739).
E' probabile che anche ai tempi della loro grandezza, neppure i nobili fossero niente più che contadini benestanti, proprietari terrieri che sovrintendevano e partecipavano direttamente alle attività agricole e all'allevamento del bestiame sulle proprie terre, come facevano i Romani che appartenevano al... «continua»
Scamorza ai ferri
08.03.2007 | La Cucina
Anche il carattere della cucina, in questa regione, è quello semplice proprio di una terra di contadini la quale, però, era attraversata durante la transumanza dai pastori che dall'Abruzzo andavano in Puglia e lasciavano sul cammino i loro suggerimenti.
Il resto lo faceva la fantasia dei poveri e, nelle case dei signori, la cura delle "signorine" della famiglia. Ancora oggi del patrimonio della cultura gastronomica molisana, perché di un patrimonio si tratta, sono depositarie le donne.
In questa regione la donna, rispetto ad altre regioni, vive in una condizione di "arretratezza", e anche in questo caso si tratta di coglierne tutti i vantaggi, quale è, appunto, ai fini della conservazione delle tradizioni culinarie, una vita svolta quasi completamente dentro le mura domestiche e scandita dal ritmo delle stagioni.
E allora ecco a gennaio l'uccisione del maiale e la preparazione delle salsicce, dei salami, dei prosciutti, dei cotechini fatta con l'aiuto delle... «continua»
Il panettone di Pasqua
08.03.2007 | La Cucina
Quando alcuni giorni prima di Pasqua si preparavano le pigne ed i panettoni, così come si faceva per il pane, per farli "crescere" meglio e per evitare il "malocchio" si segnavano con una croce dicendo "che Dio le benedica", mentre chi arrivava augurava "Sante Martine".
"Turménte", tormento viene talvolta chiamato il panettone molisano che non si usa a Natale, secondo la tradizione milanese diventata regola nazionale, ma a Pasqua, quando l'abbondanza di uova e i primi tepori ne consentono la preparazione.
E' tradizione di quasi tutti i paesi molisani, dove è conosciuto con diversi nomi ("mpigna", panettone, pane di Pasqua, "turménte" ecc.) che, però, traducono gli stessi ingredienti: farina, tante uova, sugna, patate e zucchero, ma poco, in modo da non guastare un sapore asciutto e stimolante.
Solo a Termoli, a questi ingredienti, si aggiunge un po' di citrato (dieci lire di citrato, si legge in un vecchio quaderno di cucina, corrispondente grosso modo a mezzo... «continua»
money...
08.03.2007 | Comunità Matesine
Uscite
Secondo i dati diramati dal Ministero Affari Esteri nel contesto del libro bianco "Il Ministero degli Affari Esteri al Servizio dell'Italia nel Mondo" pubblicato nel 1998, lo stesso Ministero sul bilancio 1997 per la voce "Servizi Emigrazione" ha riservato 146,675 miliardi di lire, pari al 5,77% del bilancio globale del Ministero.
Nella Finanziaria del 1998 sono stati stanziati 213.576.000.000 a favore delle collettività italiane all'estero.

Entrate 
Le comunità italiane all'estero costituiscono una risorsa economica per l'Italia.

Il principio oramai è unanimemente riconosciuto e addirittura è entrato nella normativa nazionale (all'art. 2 legge 540 del 29.12.87 "Indizione della seconda Conferenza nazionale dell'emigrazione"), là dove si fissano gli scopi della Conferenza, si evidenzia la necessità di valorizzare il ruolo e l'influenza "economico-culturale che le comunità italiane all'estero hanno nella società di... «continua»
Casacalenda: "luogo natale" di Franco Nicola
08.03.2007 | Comunità Matesine
"Sempre ritorno fra le tue pareti, come un rifugio, o casa di mia gente!
Nessun albergo mai, nessun ostello, per varie plaghe, fu più seducente
del tuo silenzio ove, dal lungo esilio, vengo, a sanarmi d'ogni mia ferita,
in colloquio coi morti che mi amarono perché nacque da loro la mia vita.
Tu sola ridi, o casa di mia gente; tu sola resti, in mezzo alla rovina,
di tutti i sogni miei tristi e mendaci, nell'ora di mia vita che declina! 
Tu sola vieni, o casa dell'infanzia, al mio ricordo ed alla mia speranza,
e, nel mio folle errare senza quiete, questa sola dolcezza oggi mi avanza.
Tornerò bimbo sulle tue terrazze; guarderò nelle notti, le tue stelle
tremare sulle torri delle chiese; ci sarà il canto delle mie sorelle,
ci sarà l'ombra di mia madre e il grido del vecchio gallo, a l'alba nei cortili
e dalle tue finestre, nell'azzurro, vedrò spuntare i rinascenti aprili.
E sarà la mia... «continua»
Nicola Franco
08.03.2007 | Comunità Matesine
L'integrazione degli emigrati nei paesi d'adozione non é cosa facile.
Alcuni riescono ad integrarsi nei nuovi paesi, pochi anni dopo l'arrivo. Altri vi riescono, ma solo dopo tantissime difficoltà.
Vi son coloro che non riescono ad adattarsi ai sistemi sociali o politici dei paesi adottivi.
Vi son coloro che non accettano la nuova realtà, cioé quella di sottomettersi a lavori in settori che non corrispondono alle loro aspirazioni, oppure alla loro formazione .
Vi son pure coloro che s'annoiano della madre patria e la rimpiangono tutta la vita, apprezzando poco ciò che il nuovo paese offre per il loro avvenire.
Alcuni riusciranno ad integrarsi a metà. Altri - la minoranza - non vi riusciranno mai e saranno soltanto i discendenti che s'integreranno pienamente nei nuovi paesi.

Le ragioni che sottostanno all'integrazione o alla non-integrazione, sono diverse per ogni emigrato.

Mi permetto di raccontarvi ciò che ha... «continua»
"Fra 2 bandiere" - Sept. 1999 (foto di Tony M. Vaccaro)
08.03.2007 | Comunità Matesine
É quasi il tramonto. Una fitta coltre di calura avvolge tutta la valle del Biferno. Il fragore di una motocicletta o il ritmico clacson di una corriera che da Termoli si dirige verso i paesi interni del Molise, rimbombano nella quieta che mi circonda.
Sono seduto ai piedi dell'albero di pigne; intorno a me ci sono peschi con rami ricolmi di frutta matura.
Sto scoprendo poco a poco fino a che punto i luoghi in cui sono nato hanno lasciato in me una traccia indelebile.
E dopo aver volato su l'Atlantico ed essere rinato in una terra gelida, glaciale, dove i colori, i sapori, i rapporti fra la gente, la cucina, il modo di concepire l'amore mi erano stranieri, mi rendo conto, uomo ormai maturo, che la mia esistenza sarà sempre in bilico.

Sono l'espressione delle mie esperienze: unico, doppio, triplice, multiplo. Ora so che ci sono costanti nel negozio umano. E, in ogni clima, su tutti i continenti, l'uomo, l'essere umano, rivendica la propria dignità.... «continua»
Eremo di S. Egidio: ricordo dei Bojanesi di Toronto
08.03.2007 | Comunità Matesine
English
This site is dedicated to all of you who are far away, here you can still keep in touch with your country.
Here you are able to find all the images, sounds, tastes and informations about your native places.
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