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Cercepiccola (foto di: Roberto SPINA)
09.03.2007 | I Comuni matesini
(849 abitanti - 678 mt. s.l.m)

E' un paesino molto caratteristico, Cercepiccola, che ha conservato le testimonianze del proprio passato, notevoli e non, con molta cura, il che sta a testimoniare come la gente del luogo sia legata alla propria storia ed alle proprie tradizioni. L'attuale realtà, nel generale cambiamento sociale che coinvolge l'intera nazione, vede soprattutto i giovani del luogo protagonisti della realtà locale. E Cercepiccola dunque appare allo sguardo, pur superficiale, di qualsiasi visitatore come un paese vivo in cui nessuno lascia al caso le scelte più importanti e di qualsiasi tipo.

La sua storia, un pò come per il vicino comune di San Giuliano del Sannio, inizia nel momento di maggior sviluppo vissuto dal municipium romano di Saepinum. I ritrovamenti di lapidi in alcune località sparse sul territorio lasciano pensare che vi fiorirono insediamenti rurali voluti dalle maggiori famiglie del municipium. Probabilmente essi ne seguirono... «continua»
Colle d'Anchise (foto di: Roberto SPINA)
09.03.2007 | I Comuni matesini
(888 abitanti - 649 mt. s.l.m.)

La leggenda sulla fondazione dell'abitato da parte del troiano Anchise, che vi giunse dopo essere scampato alla distruzione della propria città, mettendosi in salvo insieme al figlio Enea è, più che altro suggestiva. Riesce in qualche modo a dare quel tanto di fascino alla storia antica del paese. Ma come molte altre leggende non richiama alcun particolare che possa essere confrontato con elementi reali. Al di là delle tradizioni orali, il centro vanta, comunque, origini molto antiche. Vi dimorarono, infatti, i Sanniti come confermano i rinvenimenti di laterizi, soprattutto nella località denominata San Giovanni. Cosa molto importante riguardo ad essi, che esige per l'immediato futuro doverosi approfondimenti, è l'apparizione della scritta "MEDDIX" che indicava, nella struttura sociale e "politica" del popolo italico un'alta autorità. Il particolare ha fatto nascere ipotesi sulla presenza sul territorio di un edificio di grande... «continua»
Guardiaregia (foto di: Francesca GUARNERI)
09.03.2007 | I Comuni matesini
(855 abitanti - 730 mt. s.l.m.)

La montagna ricolma di boschi ed il suggestivo corso del fiume Quirino potrebbero essere eletti a simboli rappresentativi del comune di Guardiaregia, nonostante che alcuni particolari cambiamenti stanno parzialmente trasformando il territorio. La realizzazione di un invaso idrico artificiale, in località Arcichiaro, che dovrebbe, stando alle previsioni ed alle intenzioni, risolvere determinati problemi idrici, ha purtroppo rubato parte della naturale bellezza alle gole rocciose percorse dal Quirino. Nel suo complesso, comunque, il territorio continua ad offrire un'immagine naturalisticamente suggestiva. Ed è soprattutto per questo che non sono pochi coloro che nei mesi caldi, poiché in questa zona in inverno le condizioni ambientali sono proibitive, vi si recano per trascorrere periodi più o meno prolungati in campeggio.

Il centro abitato è caratterizzato dalla semplicità degli edifici, quasi tutti di non recente... «continua»
Roccamandolfi (foto di: Roberto SPINA)
09.03.2007 | I Comuni matesini
(1150 abitanti - 850 mt. s.l.m.)

Immerso nella tranquillità dei monti, l'attuale centro di Roccamandolfi riesce a celare a malapena un passato medievale fatto di clamorosa gesta di guerrieri e di dame... guerriere. E' una località oggi rinomata soprattutto per l'allevamento del bestiame e la produzione del latte, dipendenti dalla pratica della pastorizia che, ancora oggi, rappresenta il settore trainante dell'economia locale. Il tutto assecondato dalle caratteristiche naturali del territorio, prevalentemente montuoso e dalla vicinanza ai pascoli di Montagna del Matese. Certamente oggi i mezzi a disposizione degli allevatori e piccoli proprietari locali sono aumentati e migliorati, il che consente di praticare l'attività con minore incertezza rispetto al passato.

Si diceva delle avventure cavalleresche che caratterizzarono il Medioevo nel luogo. A pochissima distanza dall'attuale centro abitato resistono a malapena le strutture del castello che fu... «continua»
San Giuliano del Sannio (foto di: Roberto SPINA)
09.03.2007 | I Comuni matesini
(1241 abitanti - 631 mt. s.l.m.)

E' uno dei non pochi comuni molisani, San Giuliano del Sannio, che trovano in un racconto popolare un'indicazione, seppur fantasiosa, sulla propria origine. La tradizione vuole che vi sia giunto, un lontano giorno, un tale di nome Giuliano che tra le fanciulle del posto trovò moglie. Scelse per dimora una casa nel bosco dove si procurava il necessario per vivere cacciando la ricca selvaggina. I genitori, che dopo la sua fuga da casa non avevano più avuto notizie di lui, dopo qualche tempo, si misero sulle sue tracce. Riuscirono a rintracciarlo. Quando giunsero a San Giuliano il figlio era impegnato nei boschi. La propria consorte accolse benevolmente l'anziana coppia ed offrì il letto che condivideva con Giuliano per lasciarli riposare dopo il lungo e faticoso viaggio. Giuliano tornò a tarda sera dai boschi e giunto nei pressi della propria abitazione, guardando all'interno e vedendo il proprio letto occupato da una coppia, pensò subito,... «continua»
San Massimo (foto di: Roberto SPINA)
09.03.2007 | I Comuni matesini
(705 abitanti - 626 mt. s.l.m.)

La presenza di una delle stazioni sciistiche più importanti e rinomate del centro-meridione d'Italia, Campitello Matese, ha decisamente fatto lievitare le possibilità turistiche e di generale sviluppo del territorio comunale di San Massimo, da secoli votato all'agricoltura ed alle attività artigianali, settori che, come in altre zone del Molise, negli ultimi decenni hanno subito una chiara flessione. Il turismo per il momento ha solo sfiorato la realtà del piccolo comune capoluogo, raggiungendo allo stesso tempo ottimi livelli sul Matese, ma ciò non costituisce una pregiudiziale per l'immediato futuro. Nel bel mezzo di una natura che, per fortuna, non ha subito profondamente l'azione dell'uomo ed ha potuto quindi conservare, nei limiti del possibile i propri equilibri, su di un colle a breve distanza dalla statale 17, ai piedi del Massiccio del Matese, sorge l'attuale centro abitato di San Massimo, raccolto intorno alla chiesa... «continua»
San Polo Matese (foto di: Roberto SPINA)
09.03.2007 | I Comuni matesini
(500 abitanti - 730 mt. s.l.m.)

E' appollaiato su di un colle che appare come un avamposto del Matese, l'attuale centro di San Polo Matese. Insieme agli abitanti di Guardiaregia, Campochiaro e Bojano traccia una linea ideale che segue la direttrice dei monti, delimitando un lato dell'ampia pianura. Con i comuni appena citati forma un'area omogenea anche dal punto di vista naturale e geologico. In questo senso la sua storia inizia milioni di anni fa, quando le acque del mare ricoprivano il suo territorio e le sue rocce ospitavano colonie di rudiste in prevalenza, una specie marina che viveva in acque calde e tranquille nel periodo del Cretacico. In più punti l'area di San Polo è ricca dei fossili delle rudiste. Sono rilevabili soprattutto nelle località Colle Morotti e Colle Salva Signore.

Per anni San Polo Matese ha "goduto" di una fama non troppo positiva: era infatti indicato come il "paese delle streghe". Prodotto di dicerie medievali. Ma se è... «continua»
S. Maria del Molise (foto di: Roberto SPINA)
09.03.2007 | I Comuni matesini
(747 abitanti - 632 mt. s.l.m.)

La fascia di territorio compresa tra i comuni di Castelpetroso e Macchiagodena è caratterizzata dalla presenza di due nuclei abitati che compongono un'unica realtà comunale: quello del comune capoluogo, appunto, Santa Maria del Molise, e quello della circoscrizione di Sant'Angelo in Grotte. I due centri raccolgono una popolazione totale di 747 abitanti e sono frutto di un'evoluzione storica e insediativa che ha condizionato l'intera zona nel corso dei secoli. Oggi i due centri mantengono tra di loro sostanziali differenze che vanno da quelle ambientali a quelle più strettamente "urbanistiche".

L'abitato di Santa Maria è lambito dalla statale 17 e si è formato su di un pendio naturale. E' posto a 632 metri di altezza sul livello del mare, in una zona ricca d'acqua e favorevole climaticamente alla coltivazione della vite. Sant'Angelo in Grotte invece sorge su di un cocuzzolo (980 m. s.l.m.) che domina dall'altro il... «continua»
S. Angelo in Grotte (foto di: Roberto SPINA)
09.03.2007 | I Comuni matesini
(747 abitanti - 632 mt. s.l.m.)

La fascia di territorio compresa tra i comuni di Castelpetroso e Macchiagodena è caratterizzata dalla presenza di due nuclei abitati che compongono un'unica realtà comunale: quello del comune capoluogo, appunto, Santa Maria del Molise, e quello della circoscrizione di Sant'Angelo in Grotte. I due centri raccolgono una popolazione totale di 747 abitanti e sono frutto di un'evoluzione storica e insediativa che ha condizionato l'intera zona nel corso dei secoli. Oggi i due centri mantengono tra di loro sostanziali differenze che vanno da quelle ambientali a quelle più strettamente "urbanistiche".

L'abitato di Santa Maria è lambito dalla statale 17 e si è formato su di un pendio naturale. E' posto a 632 metri di altezza sul livello del mare, in una zona ricca d'acqua e favorevole climaticamente alla coltivazione della vite. Sant'Angelo in Grotte invece sorge su di un cocuzzolo (980 m. s.l.m.) che domina dall'altro il... «continua»
Sepino (foto di: Roberto SPINA)
09.03.2007 | I Comuni matesini
(2309 abitanti - 700 mt. s.l.m.)

L'ambiente ricorda le tipiche atmosfere bucoliche. La natura a Sepino ha retto bene all'impatto con i tempi moderni e con il cambiamento delle esigenze della popolazione, conservando le caratteristiche peculiari di vasti boschi, fiumiciattoli e ruscelli che spesso nel proprio corso incontrano dirupi e danno luogo ad irruente cascatelle. Allo stesso tempo nelle campagne sopravvivono i poderi e nel centro abitato il tessuto medievale non ha subito particolari stravolgimenti. Anche per questo motivo il luogo ha ricevuto e continua a ricevere sempre in misura maggiore l'attenzione degli operatori turistici regionali e nazionali. La località "Altilia" ospita annualmente, grazie ai resti dell'abitato romano, numerosi turisti ed è ormai costantemente inserita nel calendario di manifestazioni estive itineranti che propongono spettacoli di teatro-danza di livello internazionale che hanno, tra le altre cose, anche il pregio di valorizzare... «continua»
Spinete (foto di: Roberto SPINA)
09.03.2007 | I Comuni matesini
(1530 abitanti - 606 mt. s.l.m.)

E' localizzato a pochi chilometri da Bojano, l'odierno comune di Spinete. La vicinanza ad un centro che in epoca antica ricoprì un ruolo determinante per l'intera area che oggi si riconosce nella regione Molise, non poteva non condizionarne la storia. Del resto le condizioni ambientali, la ricchezza di aree per il pascolo del bestiame e la vicinanza ad un notevole corso d'acqua, erano identiche a quelle che permisero lo sviluppo della vicina città. Spinete comunque non raggiunse mai, anzi nemmeno sfiorò, quella che fu la floridezza di Bovianum. Vi è attestata, ad ogni modo, la presenza dei Sanniti. Un insediamento nacque nella località denominata Masseria Strada Vecchia. Il luogo fu abitato dal IV a.C. sino ai tempi della guerra sociale. Non vi sono stati effettuati grandi rinvenimenti. L'abitato dovette ricevere nuovo impulso al momento della romanizzazione del Sannio. Lo prova una iscrizione latina che è tornata, casualmente, alla... «continua»
Veduta della chiesetta dal sentiero (foto di: Roberto SPINA)
09.03.2007 | Le Tradizioni
e c'è tuttora... un luogo incantato sul Matese: una conca verdeggiante ed intatta che, attraverso i suoi profondi solchi, scavati e modellati da acque millenarie, sembra voler protendere lunghe braccia verso una fitta di sentieri che s'inerpicano dalla vallata, quasi a voler accogliere, con un affettuoso abbraccio, chi vi acceda da quella direzione.

Una piccola chiesetta con, attiguo, un modesto rifugio, una fonte perenne d'acqua limpida e fresca, qualche ricovero di pastori costruito alla buona con pietre, zolle e terriccio del posto e qualche stazzo, sistemato qua e là, testimoniavano una presenza umana semplice, laboriosa e, nello stesso tempo, scrupolosa custode e fervida amante di quei luoghi.
Il pastore che stazionava in quei posti per buona parte dell'anno, il cacciatore che vi passava in cerca di coturnici, l'occasionale comitiva di gitanti che, partiti prima dell'alba dal piano, vi giungevano insieme ai primi raggi del sole, non potevano, prima ancora... «continua»
Il Costume tradizionale Sanpolese (foto di: archivio De Socio)
09.03.2007 | Le Tradizioni
La varietà delle fogge che caratterizza il costume tradizionale delle donne della fascia matesina, dimostra che l'adozione del costume ha origini remote, risalente forse all'epoca sannitica o romana, e, come sembra più probabile, a quella della invasione bulgara di Altzek.

A San Polo le donne calzano scarpe nere e calzamaglie di color viola; il vestito, tutto d'un pezzo, comprende le bretelle, il corpetto e la gonna, il tutto di panno nero, preparato a mano.
Alle bretelle vengono allacciate le maniche. Il corpetto che stringe alla vita e sostiene il seno, viene allacciato sotto le ascelle e, al di sotto, una camicetta bianca che fa da sfondo meraviglioso.
La vita viene stretta da una fascia chiamata "mantera", larga circa 10 cm., tutta pieghe, che protegge i reni e si annoda davanti.
Dalla vita, ancora, scende il grembiule (lo zinale), pur esso di panno nero, che arriva fin sotto le ginocchia.
L'ultimo pezzo dell'ornamento femminile è la... «continua»
Le "Traglie" di Jelsi
09.03.2007 | Le Tradizioni
Nel Molise sono le feste ad alimentare e riproporre la cultura della tradizione. Alcune di esse sono da considerarsi uniche.
La "corsa dei carri" a cavallo tra aprile e maggio a San Martino in Pensilis, Ururi e Portocannone, la Carrese si San Pardo alla fine di maggio a Larino, i Misteri del Corpus Domini a Campobasso, le Traglie di Jelsi il 26 luglio nel giorno di Sant'Anna, il Rodeo Pentro di Montenero Valcocchiara a Ferragosto e, alla vigilia di Natale, "A Ndocciata" di Agnone che, lo scorso anno, ha illuminato con i suoi fuochi Piazza San Pietro. Si sa che il Papa ha un debole per la nobile cittadina, patria di un artigianato fatto di rame, bronzo e oro; di saporite trecce, di squisiti confetti ed ostie delicatissime che chiudono uno strato di miele e mandorle.


LE TRAGLIE DI JELSI

Questa manifestazione ha luogo il 26 luglio nel giorno di Sant'Anna. Ielsi è la città del grano ed è il grano il simbolo di questa festa particolare e... «continua»
Cercemaggiore
09.03.2007 | Le Tradizioni
Secondo il folklore cercemaggiorese i preparativi al matrimonio tra due giovani avevano inizio già la settimana che precedeva la celebrazione delle nozze. Questi giorni erano dedicati alla stima del corredo nuziale della sposa che veniva trasferito alla casa dello sposo.
La tradizione vuole che la mattina della funzione un messo si recasse dalle rispettive famiglie degli sposi e qui, con una frase velata, consegnava i doni precedentemente affidatigli: cappelli e scarpe per la donna e camice e legacce per l'uomo.
Subito dopo parenti ed invitati affollavano le case degli sposi fino all'inizio della celebrazione segnalata dal suono della campana della chiesa.
La gente presente nell'abitazione dello sposo formava un corteo e si dirigeva verso la casa della sposa.
Qui, dopo i convenevoli, il padre della fanciulla la "consegnava" al futuro marito, ripetendo frasi di raccomandazione ed ammonimenti: Vulèteve bene, non facète fa a rise 'a gente (Vogliatevi bene,... «continua»
L'acciaio traforato di Frosolone
La tradizione della lavorazione artigianale dell'acciaio per fabbricare i ferri taglienti nel Molise risale ai secoli XIII e XIV. Allora i principali centri di produzione, specializzati soprattutto in armi bianche, erano Campobasso e la piccola Frosolone, alle pendici del Monte Gonfalone, in quella che oggi è la provincia di Isernia.
Frosolone è rimasto l'unico centro del Molise a produrre coltelli e forbici e l'attività rimane una voce economicamente redditizia e rilevante (circa 13,5 miliardi di fatturato) intorno alla quale gravitano un centinaio di addetti.
La produzione dei coltelli è caratteristica per 4 modelli: il più tipico è lo "Sfilato", che è dritto e si assottiglia progressivamente dal tallone alla punta; la "Zuava", che è il tradizionale coltello dei pastori del Centro-Sud Italia, ha una linea armoniosa assicurata dalla lama a sciabola e dal manico che si conclude a pinna; il "Mozzetto", che ha la punta tonda, quindi inoffensiva e utile solo al taglio, è... «continua»
Frosolone: le coltellerie
Le fiere, ancora abbastanza numerose, e i mercati domenicali sono una spia di quanto ancora si produce in Molise nel settore dell'artigianato tradizionale e artistico. In realtà la diffusione di botteghe e di mestieri tradizionali è solo una pallida vestige del passato, perché basta risalire ad un secolo fa per trovare il 34% della popolazione dedita a questo tipo di attività che, talvolta, ha goduto larga fama anche all'estero. Eppure non ch'è chi non ricordi, ancora vent'anni fa, le fiere stracolme di oggetti artigianali e descrive il fermento e l'eccitazione intorno alle tende e ai banchi d'esposizione per accaparrarsi vasi e brocche di terracotta, finimenti in cuoio, coltelli e forbici. Ma allora le fiere erano tutt'altra cosa, segnavano il momento esclusivo e e privilegiato degli scambi commerciali, presentavano ancora quella caratteristica festaiola che imponeva il vestito nuovo, l'acquisto obbligatorio dei generi esposti, per cui non si poteva tornare a casa senza un coltello... «continua»
La Riserva Moac (foto di: Roberto SPINA)
08.03.2007 | La Musica
La "RISERVA MOAC" è un collettivo che suona etno-folk contemporaneo, composto che vuol significare il desiderio di trovare una nuova espressione della musica etnica, comunicata con una peculiarità ritmica e stilistica riconducibile ai canoni della musica contemporanea.
Il progetto vuole certamente essere un veicolo di diffusione culturale, sia sul piano musicale, sia sul piano lirico e dei temi trattati.
Lo stile MOAC, così come è stato ribattezzato nella evidente difficoltà di classificare questo tipo di musica nell'ambito della classica suddivisione dei generi, ha come punto di partenza i suoni tradizionali della terra d'origine.
Alla base di tutto c'è una scelta minimale di creare un sound basato principalmente sulla forza di strumenti acustici come la zampogna, ciaramella, fisarmonica o la sezione degli aerofoni, fatti letteralmente incidentare con ritmiche e strumenti provenienti da più parti del mondo e con basso, batteria e suoni elettronici che hanno il... «continua»
Adriano LUALDI
08.03.2007 | La Musica
Anche il Molise può vantare almeno un personaggio che abbia segnato la storia della musica nazionale: Adriano Lualdi, nato a Larino (CB) il 1885, studiò pianoforte, composizione e direzione d'orchestra prima a Roma, poi a Venezia con Worf-Ferrari.
Diplomatosi al conservatorio nel 1907, iniziò giovanissimo l'attività di direttore d'orchestra dedicandosi, a fasi alterne, anche alla composizione di opere per il teatro (tra le quali ricordiamo "Le furie di Arlecchino", del 1915; "Guerrin Meschino", leggenda medioevale per marionette del 1920; " Il diavolod del campanile", del 1925, ispirato ad un racconto di E.A.Poe; e una lunga serie di composizioni per musiche corali, da camera e per orchestra).
Fu anche un importante critico musicale, collaborando con riviste specializzate nel settore e quotidiani e fu tra i primi organizzatori del "Festival di Musica Contemporanea" a Venezia.
Acceso assertore dell'ideale nazionalistico, sostenne le sue idee oltre che con... «continua»
Pompei: il mosaico dei Musici ambulanti
08.03.2007 | La Musica
Presente in molte varietà, in tutta l'Italia centrale e ben vivo nell'uso fino a qualche decina di anni fa, il saltarello (o saltarella o savatarella), com'è spesso chiamato in Abruzzo, (saltarielle o ballarella) nel Molise non è oggi del tutto dimenticato e ancora vive qua e là suonato e danzato in varie occasioni festive (soprattutto i matrimoni).
Si può dire che il saltarello appartiene al vasto filone delle danze di corteggiamento e che non improbabile è una sua discendenza italica, vedi le pitture murali delle tombe etrusche di Tarquinia (V secolo) che effettivamente ci propongono la figurazione di danzatori e danzatrici impegnati in gesti e passi che ci ricordano il nostro saltarello.
Va comunque notato che, contrariamente a quanto può far pensare il suo nome, questo ballo non è molto saltato del tutto e anzi si presenta (in Ciociaria) morbido e quasi lento.
Il saltarello è una danza ampiamente testimoniata nella tradizione colta fin dal XIV secolo... «continua»
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