lunedì, 16 luglio 2018 - 06:47 | Ultima modifica: 20/07/2017 - 7:55 | Utenti online: 8
Monti del Matese: le cime di Lavaredo (foto di: Alessio SPINA)
09.03.2007 | Il Matese
Sicuro del fatto di trovarmi di fronte ad un vero e proprio "scoop" giornalistico, posso affermare con fierezza che le tre cime di Lavaredo sono anche nel Matese!
Qualcuno di voi, leggendo queste parole, potrebbe prendermi per pazzo, ma giudicate voi stessi dalla foto!?!?!
Da un punto di vista morfologico e dimensionale, le differenze tra queste due meravigliose formazioni rocciose sono veramente minime; ciò che le distingue in maniera marcata è la composizione della roccia.
Quella che costituisce le Cime di Lavaredo dolomitiche è composta di carbonato doppio di calcio e magnesio. Più chiaramente si tratta di una roccia calcarea magnesifera, stratificata a fasce molto spesse, originata anche per l'attività di alghe, coralli ed altri organismi, quando ancora la zona era coperta dal mare.
La roccia delle Cime di Lavaredo matesine, invece, è costituita da dolomie e calcari dolomitici stratificati a volte laminati con stromatoliti e Megalodontiti in facies... «continua»
Fig. 1 - Carta geologica del Matese (Foglio 161 - Isernia e Foglio 162 - Campobasso)
09.03.2007 | Il Matese
Le montagne non sono statiche e non sono lì da sempre: hanno anche loro un'anima e una storia da raccontare. Ovviamente non si tratta delle solite storie che siamo abituati ad ascoltare, come quelle di famiglia o di lavoro o di viaggi o di imprese più o meno ardue, ma sono comunque altrettanto interessanti e affascinanti.
Si tratta della storia della Terra di cui siamo e rimaniamo sempre ospiti, una storia che non ha qualche anno o qualche secolo, ma risale a centinaia di milioni di anni fa.
È una storia fatta di scontri tra grandi e piccoli blocchi di terra, di eruzioni vulcaniche, di comparse e di estinzione di specie o di gruppi di organismi, di avanzata e/o ritirata del mare dalla terraferma, di episodi di corrugamento e di erosione sotto l'atmosfera... 

Questa storia può essere facilmente letta facendo una camminata in montagna, osservando le pareti prive o con poca vegetazione, che lasciano scoperti gli strati ossia corpi rocciosi omogenei dal... «continua»
Fig. 1 - Inquadramento geografico del Matese
09.03.2007 | Il Matese
Ubicazione: 
Il massiccio dei Monti del Matese è uno dei più importanti gruppi montuosi dell'Appennino meridionale situato a cavallo tra il Molise e la Campania. 


Confini: 
L'unità montuosa risulta fisiograficamente ben definita: i confini geomorfologici sono rappresentati dalle vallate del Volturno a W e SW, del Calore Irpino a SE, del Tammaro ad E e della valle del Biferno a NE. 
L'intero massiccio ha fianchi molto ripidi, modellati su versanti di faglia, sui lati settentrionali, occidentali e meridionali, mentre a oriente degrada abbastanza dolcemente sui rilievi dell'unità del M. Moschiaturo, geologicamente dissimile, ma spesso geograficamente incluso nei Monti del Matese. 


Sviluppo: 
Il Matese si sviluppa da NNW verso SSE con una forma ad ellisse avente l'asse maggiore di circa 35 Km orientato WNW-ESE e passante per Letino, Lago Matese e M. Mutria, e con l'asse minore,... «continua»
Il versante Molisano dei Monti del Matese (foto di: Roberto SPINA)
09.03.2007 | Il Matese
Il Matese, costituito da successioni di calcari e calcari dolomitici fossiliferi dello spessore di oltre 3000 mt., si erge da un basamento e in sommità si divide in due dorsali, separate da un solco centrale con pianori e conche carsiche; la dorsale più importante è quella Nord-orientale che presenta anche le vette più elevate, Monte Miletto 2050 mt., La Gallinola 1923 mt. ed il Mutria 1823 mt.
Ben evidente è il paesaggio carsico con doline, voragini, grotte, inghiottitoi, e legata a questo fenomeno è la complessitàidrologica sotterranea del Matese, cosi d'acqua che si inabissano e ricompaiono in superficie, torrenti che si formano dai numerosi stillicidi provenienti dalle fratture delle rocce, corsi d'acqua che si sono autosepolti nella massa calcareo-dolomitica durante le varie fasi dei movimenti tettonici.
Il versante molisano riceve una maggiore quantità di precipitazione e ciò è determinato sia dalla pendenza degli strati rocciosi verso Est, sia perché la zona... «continua»