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Vicenne: tomba n. 108
Vicenne: tomba n. 108
09.03.2007 | La Storia
La necropoli altomedioevale di Vicenne a Campochiaro
Per il periodo altomedioevale nel Molise la maggiore testimonianza archeologica è rappresentata dal ritrovamento della necropoli in località Vicenne nel comune di Campochiaro.
La sua importanza è determinante oltre che per la collocazione cronologica, soprattutto per l'esistenza di alcune tombe in cui sono seppelliti, nella medesima fossa, il cavaliere ed il suo cavallo.
Dal 1987, data del primo intervento, si sono susseguite altre campagne di scavo che hanno riportato alla luce 118 sepolture di cui 9 con cavallo. La necropoli è ubicata nella pianura compresa tra gli antichi municipi romani di Bovianum e Saepinum, solcata dall'arteria tratturale Pescasseroli-Candela e ricadente nell'attuale comprensorio comunale di Campochiaro.
La piana, per la sua natura alluvionale, è inadatta a coltivazioni agricole e viene sfruttata per il prelievo di materiale ghiaioso; di recente è stata destinata a nucleo industriale.
L'intensa attività edilizia ed estrattiva ha evidenziato diversi nuclei cimiteriali sparsi in vari punti ed attribuiti ad epoche diverse. L'ultimo ritrovamento, in ordine di tempo, risalente all'ottobre '90, ha individuato in località Morrione un altro nucleo di sepolture.
Ubicate proprio al limite della fascia tratturale, ad una distanza di poco meno di un chilometro verso ovest dalla necropoli di Vicenne, sono state rimesse in luce 4 tombe. Di questo gruppo la più interessante è certamente una contenente oltre il guerriero anche il cavallo, con ricco corredo, decorato in buona parte in argento. 
Pianta della necropoli
Pianta della necropoli
Per orientamento, per tipo di fossa, per la posizione degli inumati, e soprattutto per i vari elementi di corredo, chiaramente più ricchi per la preziosità del metallo, ma stilisticamente simili a quelli delle tombe di Vicenne, la sepoltura è riconducibile alla stessa area culturale dell'epoca delle invasioni barbariche.
Da quanto si deduce da questa serie di ritrovamenti, si può escludere certamente l'ipotesi di un'unica, grande necropoli che si sviluppa lungo la fascia tratturale, ma può trattarsi più verosimilmente di una serie di piccoli nuclei cimiteriali: i saggi stratigrafici e le prospezioni elettromagnetiche hanno evidenziato vaste zone in nessun modo interessate da antichi insediamenti.
Inoltre i vari nuclei sono piuttosto omogenei a giudicare dal materiale recuperato, per cui si può immaginare che le aree di necropoli più tarde, si siano insediate a distanza di alcune centinaia di metri da quelle più antiche senza affiancarsi strettamente ad esse e, tanto meno, distruggerne le preesistenze.
Allo stato attuale delle conoscenze archeologiche e storiche sfugge a quale abitato i nuclei di tombe potessero fare riferimento non essendovi, nelle immediate vicinanze, uno noto e documentato. Certamente può escludersi che si possano mettere in connessione con uno degli antichi abitati romani di Saepinum o Bovianum, dai quali distano alcuni chilometri. E' più verosimile che le tombe possano essere collegate a modelli insediativi di tipo nomade. 

Vicenne: tomba n. 76
Vicenne: tomba n. 76
L'esplorazione archeologica sistematica è iniziata in località Vicenne prima che in altre parti perché erano ben evidenti resti di sepolture distrutte lungo l'argine di una delle cave.
La morfologia del terreno si configura in uno strato di humus naturale spesso una trentina di centimetri, di colore scuro che ricopre lo strato di formazione alluvionale in cui sono scavate le fosse. In genere nel settore Sud, a causa dell'interro bassissimo, il livello di deposizione si trova anche a 40 cm. dal piano di campagna e questo ha influito negativamente sullo stato di conservazione delle sepolture.
Le tombe sono disposte per file, grosso modo, parallele con disposizione da Nord a Sud, e piuttosto vicine le une alle altre. Sono orientate rigorosamente Ovest-Est, con il cranio del defunto deposto sempre ad ovest. 
Lo stato di conservazione degli scheletri risulta in genere discreto e le ossa sono in connessione anatomica, anche se in alcuni casi si è determinata una rotazione del cranio verso destra o sinistra od uno spostamento della calotta cranica rispetto alla mantibola.
L'inumato, nella maggior parte dei casi veniva deposto direttamente sul fondo fossa, a volte su un piccolo strato di terra nera, forse avvolto in un sudario, ma non mancano deposizioni in casse di legno essendosi ritrovati dei chiodi agli angoli o sparsi nella fossa.
Gli oggetti di corredo sono essenzialmente di uso personale, ma non mancano elementi vascolari costituiti quasi sempre da ollette modellate a mano, a volte da brocchette, anche decorate, deposte ai piedi. A volte si trovano due vasetti di cui uno è collocato vicino al cranio. Pochissime sepolture hanno il solo corredo vascolare e in due soli casi presentano esemplari in vetro.

Vicenne: sepoltura di cavallo e cavaliere
Vicenne: sepoltura di cavallo e cavaliere
Le tombe femminili hanno come oggetti di ornamento personale orecchini in metalli preziosi, collane in pasta vitree e ambre, fibbie, coltellini rinvenuti sempre nell'emitorace sinistro, a volte pettini in osso.
Il corredo maschile è costituito oltre che dalla cintura decorata con elementi in bronzo o in ferro ageminato, soprattutto dalle armi quali lo scramasax, cuspidi di lancia, frecce in vario numero, coltelli, pugnali, in qualche caso scudi o speroni. A volte compaiono elementi di corredo strettamente personali quali anelli digitali, orecchini o bracciali. Spesso vengono deposte monete, rinvenute sotto il cranio, o qualche volta in bocca, oppure utilizzate come pendagli con foro centrale di sospensione.
I cavalli vengono deposti nella fossa con la loro bardatura formata dal morso, dalle briglie decorate variamente con borchie di bronzo, d'argento o in osso dalla coppia delle staffe, da varie fibbie o anelli. Le tombe infantili, a seconda del sesso, rispecchiano sostanzialmente il corredo degli adulti ma hanno anche caratteristiche proprie quali il fondo di bicchiere di vetro, rinvenuto costantemente sul torace che fa supporre una funzione di pendaglio o l'orecchino presente in un unico esemplare, mai in coppia.
Dallo studio dei materiali più significativi per la datazione, quali le staffe, il calice a stelo, la brocchetta dipinta, le monete con monogramma di Eraclio, la frequentazione della necropoli può farsi risalire al VII sec. d.C., anche se non mancano oscillazioni cronologiche. 


Tratto da: Samnium