giovedì, 20 giugno 2019 - 01:10 | Ultima modifica: 20/07/2017 - 7:55 | Utenti online: 2
Civita Superiore ed il suo castello (foto di: Roberto SPINA)
Civita Superiore ed il suo castello (foto di: Roberto SPINA)
09.03.2007 | La Storia
Il Castello di Civita di Bojano
Forse non tutti sanno che alle spalle del piccolo agglomerato di Boiano, sui monti del Matese, si trovano i ruderi del più antico castello della nostra regione.
Fu edificato, molto probabilmente, all'inizio della dominazione longobarda su avanzi di costruzioni preromane nel punto più alto dell'abitato della cittadina molisana - denominato Civita.
Ai suoi tempi, era una costruzione di forma rettangolare di una lunghezza di 116 m. ed una larghezza pari a 30 m., presentava, inoltre, una torre circolare nell'angolo Nord-Ovest. Questi dati sono scaturiti dagli studi effettuati sui resti, ancora oggi visibili, e sugli oggetti rinvenuti (in special modo le ceramiche) dagli scavi eseguiti nel 1984 dalla Sovrintendenza archeologica del Molise.
Il castello nacque per esigenze quasi esclusivamente militari avendo lo scopo, come per la maggior parte delle fortificazioni di quel tempo, di una difesa temporanea per il signore locale e la sua popolazione durante le schermaglie giornaliere e le invasioni da parte di popoli confinanti, ma in special modo contro l'invasione saracena. Fu, infatti, in quegli anni che la popolazione del luogo avvertì il bisogno di difendersi dalle scorrerie e dalle incursioni degli arabi e si riversò sulla montagna di Civita di Boiano edificando la cinta muraria che attualmente è visibile completamente solo sul lato Sud.
Nel 1221 fu teatro di uno scontro tra il conte di Molise e l'Imperatore Federico II. Quest'ultimo, salito al trono l'anno precedente, aveva intrapreso una politica interna che mirava a spogliare i baroni, i conti ed i signori dei privilegi di cui godevano.
Il castello di Civita dopo i lavori (foto di: Angelo IORIO)
Il castello di Civita dopo i lavori (foto di: Angelo IORIO)
La scintilla che diede inizio alle ostilità fu la promulgazione di un editto che aveva lo scopo di requisire molte rocche tra cui quella di Boiano, considerata fra i "castra exempta", cioè fra i castelli dipendenti direttamente dall'Imperatore. Tommaso da Celano non chinò il capo e si oppose al provvedimento. Lasciò la moglie Giuditta, figlia del Conte Ruggero, in difesa della Rocca Boiano e si recò a Rocca Mandolfi. Astutamente Federico II diede l'ordine ai suoi baroni di attaccare Rocca Boiano, a quel punto Giuditta non poté far altro che arrendersi.
Venuto a sapere di ciò, Tommaso capeggiò verso Boiano, l'incendiò e tornò con la moglie nella fortezza di Rocca Mandolfi; qui fu raggiunto da Tommaso d'Aquino, Conte di Acerra, il quale aiutato dall'Imperatore mise alle strette il Conte di Molise.
Nel 1223 ci fu un accordo tra Federico II e Giuditta, abile nelle mediazioni, che sancì l'affidamento della Contea a Tommaso da Celano, esclusa però, Rocca Boiano, ritenuta di grande importanza strategica.
Negli anni a venire l'Imperatore affidò la Contea al figlio naturale Enzo, il quale se la fece soffiare dal fratellastro Corrado IV, che nel frattempo fu incoronato Imperatore. Questi si mostrò oltremodo interessato a Rocca Boiano, ed a spese di altri territori vicini (come Campobasso e Cantalupo) la fece restaurare.
Successivamente con la caduta della Casa Sveva e la salita al potere di quella dei D'Angiò, la fortificazione fu affidata ad un certo Roczolino de Mandroles per una cifra di 200 once d'oro. Dopo qualche secolo passò sotto la proprietà della famiglia Pandone per circa 80 anni.
Dal 1489 al 1519, periodo in cui Silvio Pandone fu a capo della diocesi di Boiano, il castello fu destinato a sua residenza estiva. Ai suoi piedi, come si può facilmente evincere da quanto detto sopra, nel periodo medioevale si sviluppò un modestissimo centro abitato che è sopravvissuto fino ai giorni nostri.
Oggi quella zona risponde al nome di Civita Superiore di Boiano. 
Il castello di Civita: torretta a Nord-Ovest (foto di: Roberto SPINA)
Il castello di Civita: torretta a Nord-Ovest (foto di: Roberto SPINA)
Grazie ai privati che hanno comperato case abbandonate in condizioni a dir poco pietose e ristrutturandole, ed anche ai pochi abitanti di questo piccolissimo centro medioevale (i quali hanno saputo mantenere negli anni la destinazione storico-culturale degli edifici) possiamo trovare pressoché intatta l'atmosfera di tempi oramai andati. Ma ciò che di positivo è riscontrabile nell'area situata sotto le rovine del castello di certo non lo si può affermare per il castello stesso. Infatti ad eccezione degli inizi degli anni '80 quando furono effettuati degli scavi, sopra citati, nel corso dei quali vennero riportati alla luce una torretta di rinforzo e delle suddivisioni interne, la fortificazione è stata lasciata in balìa delle correnti del tempo. Proprio l'alta posizione, esposta a venti ed intemperie, insieme al completo abbandono hanno avuto l'effetto di accelerare la sua distruzione.
Negli ultimi anni sono stati effettuati dei lavori che miravano ad una ricostruzione dell'antica costruzione, ma di certo l'opera effettuata, ad eccezione di una scalinata che rende più agevole il raggiungimento del sito da parte di coloro che volessero visitarlo, non sembra essere stato di molto aiuto.


Beholder1972