mercoledì, 21 agosto 2019 - 20:51 | Ultima modifica: 20/07/2017 - 7:55 | Utenti online: 4
Campochiaro (foto di: Roberto SPINA)
Campochiaro (foto di: Roberto SPINA)
09.03.2007 | I Comuni matesini
Campochiaro
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(662 abitanti - 731 mt. s.l.m.)

Percorrendo la pianura, su di un pendio che anticipa le alture del Matese, che fungono da suggestivo sfondo, sorge Campochiaro.
E' un insieme di casette che, in omaggio alle più caratteristiche cartoline dei piccoli comuni, è tutto raccolto intorno alla chiesa parrocchiale ed al suo campanile. Ad uno sguardo leggermente più approfondito salta agli occhi quella che è la particolarità più indicativa del luogo: l'antitesi, l'alternarsi continuo tra "vecchio" e "nuovo", antico e moderno, pianura e montagna. E si potrebbe andare ancora avanti. Proprio partendo da ciò è possibile apprezzare l'operato di chi, nel corso degli anni, è riuscito a non isolare i vari aspetti del territorio che, alla fine appare come un tutt'uno sotto forma di poliedro. Il paese richiama alla mente le più familiari situazioni di un piccolo comune dove "solidarietà" ed "amicizia" non sono solo termini propagandistici, bensì traduzioni pratiche di una idealità antica che sembra aver preso forma nelle casette in pietra, nei gradini di piccole scalinate, nei comignoli, il cui fumo, più che richiamare l'inquinamento, materializza situazioni difficili da dimenticare.

L'agro non è eccessivamente esteso, eppure nel corso dei secoli è stato testimone di numerosi eventi storici. Furono i sanniti i primi ad essere attratti dall'amenità della montagna, che sovrasta l'attuale abitato e che oggi, tra le altre cose ospita floridi castagneti, che vi edificarono un tempio. Il luogo era facilmente raggiungibile dal momento che era poco distante dal tratturo Pescasseroli-Candela e ad esso collegato tramite direttrici minori. A valle gli italici individuarono varie aree di sepoltura. Nel Medioevo, nel corso della dominazione longobarda, in zona dovette trovate asilo un numero cospiquo di quei bulgari che Romualdo, duca di Benevento, aveva inviato, dopo averli accolti nella propria città, a ripopolare i desolati territori compresi tra Sepino ed Isernia. Non sono stati rinvenuti, in zona, resti architettonici ma chiare tracce di quel popolo al seguito del condottiero Altzeco sono avvertibili in località Vicenne grazie al rinvenimento di una vasta necropoli. I resti umani e gli oggetti che vi sono stati rinvenuti appartengono, infatti, con estrema probabilità, ad essi. Successivamente Campochiaro divenne feudo ambito da varie notevoli famiglie che con le proprie imprese, nel bene e nel male, caratterizzarono il Medioevo molisano: dai D'Aquino ai Gambatesa, dai Caracciolo ai Pandone. 

Campochiaro (foto di: Roberto SPINA)
Campochiaro (foto di: Roberto SPINA)
Restano, come si diceva, notevoli tracce del passato storico del comune. Il santuario italicoè in località "Civitella", a poca distanza dalla località "Tre Torrette" dove gli orgogliosi guerrieri avevano eretto fortificazioni che rendevano sicuro il territorio dalla parte del Matese e permettevano una continua vigilianza "armata" sulla pianura sottostante e quindi sul tratturo. La realizzazione dell'area sacra dovette avere inizio nel IV secolo a.C. per giungere a completamento due secoli più tardi. Il luogo è completamente circondato da una robusta cinta muraria in blocchi poligonali, che si apriva solo in prossimità dei due ingressi. Quello occidentale da solo basterebbe per dare un'idea di quella che dovette essere la grandiosità del complesso. Misura circa 4 mt. in larghezza e 6 in lunghezza. Il secondo ingresso, quello principale, era probabilmente, posto nella zona orientale dove una frana ha cancellato la muratura. All'interno risulta di grande interesse il tempio dedicato ad Ercole del quale è tornato alla luce tutto il tracciato e la sua divisione interna (cella e pronao). Accanto al tempio gli scavi archeologici hanno permesso il ritrovamento di altre strutture: innanzitutto quella di un edificio di terrazzamento, quindi di un porticato e di una piccola costruzione rettangolare.

E' davvero intrisa di leggenda la località Vicenne. La "città dei morti" che ha restituito resti umani e oggetti risalenti all'VIII secolo d.C. non può non evocare immagini affascinanti ad uno sguardo "moderno", quelle di interi popoli in marcia, alla ricerca di territori dove trovar pace e soddisfazione alle proprie esigenze. La maggior parte degli studiosi sembra propensa ad attribuire l'insieme ai bulgari di Altzeco. Molto importante nell'area di sepoltura, a ridosso della quale ve ne sono altre di minori dimensioni, non ancora del tutto esplorate e che potrebbero custodire testimonianze di epoche precedenti al Medioevo, il rinvenimento di tombe con resti di guerrieri che riposano accanto alla carcassa del proprio cavallo, provvisti ancora dei propri armamenti. La cosa, una volta che verrà del tutto approfondita, dal momento che, in questo senso, i paragoni in Europa sono rarissimi, potrebbe assurgere ad una notevole importanza scientifica.

E' da visitare anche l'attuale centro abitato di Campochiaro che nell'insieme appare come un formidabile congegno difensivo. Racchiuso entro mura che riprendevano la forma di un pentagono e difeso da ben 9 torri. Non c'è più traccia del fortilizio. Al suo posto resta solo una torre circolare. All'interno dell'insediamento è, inoltre, da visitare, la chiesa di Santa Maria Assunta, completamente restaurata. Tra gli arredi sacri ed opere di valore artistico custodisce una statua lignea dell'Assunta, opera del molisano Paolo di Zinno.

Si diceva prima dell'alternanza di vari elementi nel comune di Campochiaro. Nella parte pianeggiante di esso, sullo stesso suolo calcato dai Sanniti, Bulgari e Longobardi, oggi sorgono strutture moderne che appagano gli interessi degli appassionati di vari sports. C'è una pista per il decollo e l'atterraggio di velivoli gestita dall'Associazione Volo che offre a chiunque la possibilità di partecipare a corsi per ottenere il brevetto di pilota. Chi non ama le emozioni forti, può "riparare" nei campi di tiro a volo, al piattello e con l'arco. Per gli sport più tradizionali sono disponibili i campi da tennis, di calcio e la palestra polivalente. Momento particolarmente sentito nell'ambito delle tradizioni locali è quello relativo ai festeggiamenti per il patrono San Marco, che si celebrano il 25 Aprile. 


Tratto da: Comunità montana Matese (Bojano)