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Le "Traglie" di Jelsi
Le "Traglie" di Jelsi
09.03.2007 | Le Tradizioni
Il folklore molisano
Nel Molise sono le feste ad alimentare e riproporre la cultura della tradizione. Alcune di esse sono da considerarsi uniche.
La "corsa dei carri" a cavallo tra aprile e maggio a San Martino in Pensilis, Ururi e Portocannone, la Carrese si San Pardo alla fine di maggio a Larino, i Misteri del Corpus Domini a Campobasso, le Traglie di Jelsi il 26 luglio nel giorno di Sant'Anna, il Rodeo Pentro di Montenero Valcocchiara a Ferragosto e, alla vigilia di Natale, "A Ndocciata" di Agnone che, lo scorso anno, ha illuminato con i suoi fuochi Piazza San Pietro. Si sa che il Papa ha un debole per la nobile cittadina, patria di un artigianato fatto di rame, bronzo e oro; di saporite trecce, di squisiti confetti ed ostie delicatissime che chiudono uno strato di miele e mandorle.


LE TRAGLIE DI JELSI

Questa manifestazione ha luogo il 26 luglio nel giorno di Sant'Anna. Ielsi è la città del grano ed è il grano il simbolo di questa festa particolare e suggestiva con le Traglie, carri senza ruote tirati in processione da coppie di buoi, a rappresentare momenti di vita dei campi. L'ultimo è il carro di Sant'Anna. Ai crocicchi delle strade covoni "manuocchi" ammonticchiati e lungo la strada del paese tracce di grano ad addobbare le case. Tutto il grano delle Traglie viene trebbiato alla fine della processione sull'aia di Sant'Anna alla periferia del paese.


LE CORSE DEI CARRI

Richiamano il fascino, l'emozione, la passione del Palio di Siena. A trainare i carri pitturati con i colori dei rispettivi "partiti" sono i buoi (una coppia a San Martino e Ururi, due coppie a Portocannone), mentre i cavalli affiancano i carri nella corsa con i cavalieri che hanno il compito di guidare, spingere i carri e stimolare i buoi. Al partito vincitore spetta l'onore di portare in processione il busto argenteo di San Leo a San Martino, la Sacra Reliquia (un pezzo del legno della croce di Cristo) a Ururi, e la statua della Madonna di Costantinopoli a Portocannone. L'altro premio è che l'anno successivo i vincitori partiranno in posizione avvantaggiata. A San Martino in Pensilis la corsa ha luogo il 30 aprile (San Leo). A Ururi la corsa si svolge il 3 maggio (SS. Legno della Croce). A Portocannone, infine, la corsa ha luogo il lunedì di Pentecoste. A guidare il carro ci pensa il cateniere.


LA CARRESE DI SAN PARDO A LARINO

Ha luogo il 25, 26 e 27 maggio. Cento carri e più trainati dai buoi, addobbati con fiori di carta, drappi, coperte ricamate, banderuole, sfilano per tre giorni nelle vie del centro medievale. Una vera e propria parata di colori accompagnata dallo scampanellio prodotto dal procedere lento degli animali e dalla "Carrese", un canto dai toni alti adatto a pochi. Carri che secondo la struttura possono essere aperti (trionfanti) o chiusi (la cupola). Ordinati secondo una numerazione progressiva, con quelli più antichi che portano il numero più basso e risalenti a centinaia d'anni fa, in mano alla stessa famiglia.


Campobasso: la sagra dei "Misteri"
Campobasso: la sagra dei "Misteri"
I MISTERI DI CAMPOBASSO

Nel giorno del Corpus Domini, a giugno, tredici quadri viventi girano per le vie della città portati a spalla da un minimo di tredici persone al suono di bande musicali. I figuranti, fissati alle "macchine" ideate da un artista del '700, Di Zinno, sono tutti giovanissimi ed i quadri rappresentano: Sant'Isidoro, il santo contadino; San Crispino, il santo calzolaio; San Gennaro; Abramo; Maria Maddalena; Sant'Antonio Abate; l'Immacolata; San Leonardo; San Rocco; l'Assunta; San Michele; San Nicola e il SS. Cuore di Gesù.


RODEO PENTRO DI MONTENERO VALCOCCHIARA

Si svolge il 15 agosto. Il località Pantano, dove i cavalli vivono allo stato brado, gli allevatori locali danno prova di abilità resistendo sul dorso dei cavalli e cercando di domarli. Diventa naturale pensare al "buttero" maremmano ed al cowboy americano: cambiano l'atmosfera ed il paesaggio che qui è davvero unico.


A 'NDOCCIATA AD AGNONE

Ha luogo la sera del 24 dicembre. Le "Ndocce", fiaccole di 4 e 8 metri di altezza fatte con rami di abete, vengono portate accese lungo la via principale della città. Uomini di nove borgate sfilano, rappresentando scene di vita agreste e dimostrando la propria capacità di fuoco. Un vero e proprio fiume di fuoco che scende dalla parte alta della "città delle campane", illuminando la notte che sta per annunciare la nascita del Signore. Sono queste le feste uniche che altrove non si possono vivere. Feste legate alla transumanza, all'attività agricola, alla stagione, alla fede. Legate l'una all'altra da tante altre antiche feste che forse non esistono altrove, come "la Tavola di San Giuseppe" a marzo: in particolare la sera del 18 con la distribuzione della "Pezzente" (povero con le pezze), che il nome del piatto di legumi misti conditi con semplice olio di oliva che si prepara a San Giuseppe per il pranzo che una volta si offriva ai poveri del paese. In realtà questa Tavola, con le sue tredici pietanze, è una vera e propria dimostrazione della ricchezza e della bontà della cucina "povera" molisana.


Tratto da "Città e paesi del Molise"