martedì, 31 marzo 2020 - 02:39 | Ultima modifica: 20/07/2017 - 7:55 | Utenti online: 12
Frosolone: le coltellerie
Frosolone: le coltellerie
L'artigianato molisano
Le fiere, ancora abbastanza numerose, e i mercati domenicali sono una spia di quanto ancora si produce in Molise nel settore dell'artigianato tradizionale e artistico. In realtà la diffusione di botteghe e di mestieri tradizionali è solo una pallida vestige del passato, perché basta risalire ad un secolo fa per trovare il 34% della popolazione dedita a questo tipo di attività che, talvolta, ha goduto larga fama anche all'estero. Eppure non ch'è chi non ricordi, ancora vent'anni fa, le fiere stracolme di oggetti artigianali e descrive il fermento e l'eccitazione intorno alle tende e ai banchi d'esposizione per accaparrarsi vasi e brocche di terracotta, finimenti in cuoio, coltelli e forbici. Ma allora le fiere erano tutt'altra cosa, segnavano il momento esclusivo e e privilegiato degli scambi commerciali, presentavano ancora quella caratteristica festaiola che imponeva il vestito nuovo, l'acquisto obbligatorio dei generi esposti, per cui non si poteva tornare a casa senza un coltello di Frosolone, un oggetto in rame di Agnone, una canestra di San Massimo e, infine, un tirar fuori dalla bisaccia un grosso pezzo gocciolante di "scapece".

Eppure, nonostante il rullo compressore degli ultimi decenni che ha eliminato il mercato di questi generi artigianali, c'è la mitica resistenza sannita che ha preservato, destinati così a rappresentare il "made in Molise", alcune delle più caratteristiche lavorazioni di artigianato artistico. Ne sono, appunto, la spia significativa gli oggetti esposti nei mercati. Gli oggettini di rame e di ottone, che fanno bella mostra specie nelle case degli emigranti, vengono dalle botteghe di Campobasso e soprattutto di Agnone, che è la patria dell'artigianato Molisano. Qui sono stati i calderari, gli orafi, i fabbri, i ferrai, i ramai a conservare nel tempo alcune tipiche lavorazioni del metallo destinate all'ornamento della persona, adoperati come utensili da lavoro e per la cucina. La lavorazione del rame realizza ancora le "tine", un tempo adoperate per attingere l'acqua, oggi come portaombrelli e ancora bracieri, piatti ornamentali da parete, mestoli ed altri oggetti sagomati con gusto antico, molto ricercati per soprammobili e per arredamenti rustici. Ad Agnone c'è la Pontificia Fonderia Marinelli, che tramanda il secolare mestiere locale dei fonditori di campane, che è il più conosciuto e rinomato anche fuori dai confini nazionali. La fusione di migliaia di campane è istritta nell'albo d'oro di questa bottega che ha raggiunto una perfezione inimitabile. Importante è la lavorazione del metallo a Campobasso e soprattutto a Frosolone dove è celebre l'antica arte dei coltellinai. I coltelli di Frosolone sono rinomati in tutto il mondo e contesero il primato a Scheffield e Toledo. Il successo è dovuto alla particolare tempera e alla rifinitura in corno bianco patinato. La lavorazione dei finimenti in cuoio e di basti e barde per cavalcature ha subito una battuta d'arresto, ma c'è tutt'ora un'esposizione a Sant'Elia a Pianisi.

Anche i "pignatari" hanno raggiunto una notevole perfezione nella lavorazione dell'argilla, soprattutto a Campobasso e a Guardiaregia. Vasi, orci, brocche di varie dimensioni e forma sono posti in esposizione davanti alle botteghe nei caratteristici vicoli del centro storico. Non c'è casa molisana che non abbia in cucina o nel tinello una raccolta di questi oggetti, decorati con gusto e semplicità nei tradizionali colori ocra e blu, o non adoperi gli orci per la "composta" dei salami e le pentole e i tegami per cuocere i legumi e mantenere calde le pietanze. La lavorazione della canapa per corde e funi si trova a Bojano, Frosolone, Ripalimosani, Isernia e Venafro.
Campobasso: il bottaio
Campobasso: il bottaio
Resiste anche la tessitura che è fatta a mano su rudimentali telai di legno che affidano tutto all'abilità manuale delle donne, alla loro inventiva, al gusto dell'accoppiamento dei colori. L'isola etnica slava ha conservato soprattutto la lavoriazione dei metalli a ruota, di questi tessuti "di panno pesante e forte, per lo più formato di lana bigia ed oscura, che la maggior parte del popolo adoperava per cappa e giubboni". E' presente, però, nei paesi slavi e lungo tutta la valle del trigno anche la tessitura del cotone e del lino per finissimi tovagliati che ripetono l'originaria tradizione croata. Ogni famiglia ha propri disegni e conserva gelosamente il segreto dell'abbinamento dei colori.

Nell'Alto Molise non poteva non resistere la lavorazione della lana, storicamente obbligata dalla presenza delle greggi. A scapoli perdura la realizzazione artigianale delle zampogne, classico strumento musicale dei pastori, ricavato dal legno di ciliegio e dalla pelle di capra. A Isernia è famosa la lavorazione dei pizzi e merletti a tombolo che le popolane effettuano con rara maestria sul tradizionale "pallone". Le canestre e i cestini di vimini hanno la loro patria in San Massimo, ma i vecchi contadini molisani vi si dedicano ovunque con rara abilità, per cui non è difficile trovarne in vendita in tutti i mercati e lungo le strade.

Tratto da: Molise - "Vacanze nella natura"