martedì, 31 marzo 2020 - 03:09 | Ultima modifica: 20/07/2017 - 7:55 | Utenti online: 6
L'acciaio traforato di Frosolone
L'acciaio traforato di Frosolone
Le coltellerie di Frosolone
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La tradizione della lavorazione artigianale dell'acciaio per fabbricare i ferri taglienti nel Molise risale ai secoli XIII e XIV. Allora i principali centri di produzione, specializzati soprattutto in armi bianche, erano Campobasso e la piccola Frosolone, alle pendici del Monte Gonfalone, in quella che oggi è la provincia di Isernia.
Frosolone è rimasto l'unico centro del Molise a produrre coltelli e forbici e l'attività rimane una voce economicamente redditizia e rilevante (circa 13,5 miliardi di fatturato) intorno alla quale gravitano un centinaio di addetti.
La produzione dei coltelli è caratteristica per 4 modelli: il più tipico è lo "Sfilato", che è dritto e si assottiglia progressivamente dal tallone alla punta; la "Zuava", che è il tradizionale coltello dei pastori del Centro-Sud Italia, ha una linea armoniosa assicurata dalla lama a sciabola e dal manico che si conclude a pinna; il "Mozzetto", che ha la punta tonda, quindi inoffensiva e utile solo al taglio, è impiegato in campagna; la "Roncola", indispensabile al contadino, realizzata nelle misure di 170 e 190 mm.
L'anno scorso, dall'11 al 13 agosto per la quinta edizione della Mostra mercato nazionale dei coltelli e delle forbici, il centro molisano ha richiamato le migliori lame di tutta Italia, che hanno esposto i loro lavori insieme con i produttori e gli artigiani locali.
La manifestazione si è svolta nelle vecchie botteghe del centro storico, affacciantisi sui caratteristici vicoli: il percorso di visita è stato così molto vario, interessante e "nutrito".
Tra le novità, la presentazione della "Zuava" da Guinness dei primati (lunga 360 cm) ed un convegno sulla realtà produttiva locale.

Tratto da: "Armi e tiro"