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Monte Miletto: vista del canale Adrenalina (foto di: Cristiano)
Monte Miletto: vista del canale Adrenalina (foto di: Cristiano)
08.03.2007 | Lo Sport
Matese, appennino scozzese
Sembrerà strano ma, nel gruppo montuoso del Matese, l'ultima grande montagna dell'appennino centrale alto appena 2050m, l'inverno regala non poche sorprese.
Se in estate si presenta una montagna come tante altre se ne trovano in appennino, piccole e discontinue pareti rocciose, forme arrotondate, altopiani abbastanza anonimi, in inverno si trasforma in un piccolo paradiso del ghiaccio tipico delle "Highland" scozzesi.
Grazie alla sua posizione isolata e piuttosto a sud, riceve precipitazioni sia dai freddi balcani che dal più mite mar Tirreno.
Si hanno dunque alternanza di nevi farinose e secche (di estrazione balcanica) e nevi pesanti ed umide (di estrazioni tirreniche).
A tutto aggiungiamo i fortissimi venti che spazzano le sue cime (per la posizione isolata), ed ecco che il Matese si corazza di ghiaccio poroso anche in piena parete, esattamente come nella più famosa Scozia o Patagonia.
La mia prima visita risale a gennaio 2002 e la sorpresa fu tanta quando scoprii che le foto di Campitello Matese viste nei depliant della agenzie di viaggio, erano vere! Non erano state fatte dopo nevicate pazzesche con temperature "siberiane"...quella che vedevo con i miei occhi, era la "normale" realtà.
Tutte le pareti esposte a Nord erano paradossalmente bianche, tutti i camini e diedri erano "verniciati" di ghiaccio e neve. Comunque ero lì per sciare e così feci solo delle foto con l'intento di tornarci con le "becche" e i ramponi. Incontrai Giorgio una decina di giorni dopo e gli feci vedere le foto, ne fu subito entusiasta ma anche altrettanto incredulo.
Monte Miletto: Silvio su Adrenalina (foto di: Cristiano)
Monte Miletto: Silvio su Adrenalina (foto di: Cristiano)
18 Febbraio, siamo a Campitello. Con la scusa che siamo del soccorso alpino, riusciamo a salire gratuitamente con gli impianti guadagnando subito quota e, in mezz'ora ,siamo già alla bese delle pareti (alte da 80 a 120mt).
Giorgio ha l'imbarazzo della scelta, non sa da quale parte cominciare, purtoppo faceva troppo caldo da giorni e, molto di quel ghiaccio si stava staccando dalla roccia, quindi optiamo per qualcosa di più "semplice" per cominciare. Già dai primi metri cominciano i paragoni: "si, è propio come in Scozia!" commenta Giorgo.
Continua a salire, il ghiaccio ora si fa più sottile ma tiene e, con qualche acrobazia, più tipica delle salite su roccia che su ghiaccio, è già sessanta metri più in alto che attrezza la prima sosta. Il secondo tiro è più semplice ma comunque ghiaccio a 65°/70°. Alle 14 siamo in vetta, il tempo è bello e abbiamo ancora tre ore di luce, così decidiamo di provare a scalare un'altra goluette.
Proviamo più a destra, propio sotto la vetta. L'ambiente è fantastico. Tutto è bianco, solo quà e là spuntano roccette, ma non siamo su di un prato innevato, siamo in parete!
Il ghiaccio è ottimo, qualche difficoltà su un muretto a 85°, per il resto il primo tiro è tutto da godere. In sosta però il tempo cambia, arriva la nebbia e anche qualche fiocco.
Giorgio riparte e, dopo qualche metro, sparisce nella nebbia. Intanto comincia ad imbrunire, sono le quattro passate. Quando salgo anch'io il ghiaccio si smolla per la nebbia e la temperatura non propio sottozero, ho qualche difficoltà in più ma, di contro, ho il vantaggio di avere la corda sempre tesa da Giorgio che mi da sicurezza.
Ore 17, siamo nuovamente in vetta, abbiamo poco più di venti minuti di luce e, nella nebbia fitta, cerchiamo il canale di discesa.
Monte Miletto: Giorgio su MatGully (foto di: Cristiano)
Monte Miletto: Giorgio su MatGully (foto di: Cristiano)
Stavamo sbagliano nel grigiore generale ma, uno spiraglio ci porta nel canale giusto.
E' ormai notte quando arriviamo alla fine degli impianti dove, la mattina, avevamo lasciato gli sci.
Ci aspetta una sciata in notturna, con la lampada frontale in una nebbia fittissima su di una pista rossa!!
Tranne qualche caduta, arriviamo alle 19,30 in macchina e, sorseggiando una cioccolata calda, "battezziamo" la prima via con il nome MatGully e la seconda con SudGully, in onore ai molti e famosissimi Gully delle montagne scozzesi.

Cristiano