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"Fra 2 bandiere" - Sept. 1999 (foto di Tony M. Vaccaro)
"Fra 2 bandiere" - Sept. 1999 (foto di Tony M. Vaccaro)
08.03.2007 | Comunità Matesine
Diaspora Molisana
É quasi il tramonto. Una fitta coltre di calura avvolge tutta la valle del Biferno. Il fragore di una motocicletta o il ritmico clacson di una corriera che da Termoli si dirige verso i paesi interni del Molise, rimbombano nella quieta che mi circonda.
Sono seduto ai piedi dell'albero di pigne; intorno a me ci sono peschi con rami ricolmi di frutta matura.
Sto scoprendo poco a poco fino a che punto i luoghi in cui sono nato hanno lasciato in me una traccia indelebile.
E dopo aver volato su l'Atlantico ed essere rinato in una terra gelida, glaciale, dove i colori, i sapori, i rapporti fra la gente, la cucina, il modo di concepire l'amore mi erano stranieri, mi rendo conto, uomo ormai maturo, che la mia esistenza sarà sempre in bilico.

Sono l'espressione delle mie esperienze: unico, doppio, triplice, multiplo. Ora so che ci sono costanti nel negozio umano. E, in ogni clima, su tutti i continenti, l'uomo, l'essere umano, rivendica la propria dignità.
Il sentimento di estraneità, fisica addirittura, che mi aveva colpito al mio arrivo in Italia, si sta sfaldando.
Questa volta la mia permanenza più a lungo nel Molise mi sta permettendo di ritrovare un equilibrio mentale che non avevo provato da tempo.

Rimango per ore fermo a guardare dall'Adriatico al Matese. Mi stendo come un crocefisso per terra e mi lascio cuocere, nudo spesso, dal sole.
Essere in armonia con la propria terra! Felicità indicibile di un uomo che attinge energia per i lunghi, desolati inverni canadesi.
Il mio amore per la collina di Bacco é tanto grande che amo chiunque l'ama.
Rispetto chi rispetta l'uomo, ammiro chi vuole la sua emancipazione; ma essendo stato io stesso un politico, mi rendo conto della difficoltà di trovare in tempi brevi, soluzioni a problemi endemici come la disoccupazione dei giovani.

Il fatto di vivere lontano dal mio paese e della mia regione, mi dà, credo, la capacità di guardare globalmente, con distacco oggettivo, la realtà molisana così com'é oggi. E il mio giudizio non é del tutto negativo.
Ci sono stati miglioramenti notevoli. Il tenore di vita é di gran lunga superiore a quello degli anni ‘60. É sopratutto l'igiene che colpisce. E la gioventù cresce sana : é nutrita meglio, é robusta, alta.
Sono scomparsi i segni di rachitismo dovuto alla mancanza di vitamine. L'operaio, come il professionista, il contadino, come il bracciante, l'impiegato come la casalinga, non solo mangia, ma mangia anche bene,molto meglio della gente dei paesi nordici.

Questo é ormai un dato di fatto, preso per scontato, ma proprio perché lo é diventato, sta a dimostrare il grande salto di qualità che é avvenuto nella società molisana.
Altro elemento importantissimo. Almeno nei paesi del Basso Molise, l'emigrazione é finita o per lo meno non avviene in proporzioni tali da costituire un vero e proprio dissanguamento per la perdita delle forze vive di cui ha tanto bisogno per crescere.

Giovani professionisti formatesi nelle varie città italiane, sono tornati in paese ed esercitano la loro attività in numero, mi pare, sempre più consistente. Il che é una inversione di rotta notevole.
Ritorna chiaro, schietto il proposito, parlando con gente di estrazione sociale e di varia simpatia ideologica : é nel Molise che occorre far fruttare le nostre capacità, é nella terra dove si é nati che occorre operare cambiamenti.

É nel connubio spirituale, negli scambi economici e culturali tra molisani e oriundi molisani che lo sviluppo e l'emancipazione può avvenire. Ed é in questa direzione di parità e di complementarità che i rapporti tra i residenti, gli espatriati ed i loro discendenti devono dirigersi.
C'é da augurarsi che i politici regionali, che almeno al livello astratto e teorico accettano la nozione di un Grande Molise sparso su tutti i continenti, sappiano far corrispondere programmi precisi a quelle che sono state finora belle parole.

Articolo dello scrittore e professore Filippo Salvatore originario di Guglionesi e residente a Montreal apparso sulla e-mail di "comunicazione molisani" del 7 aprile di Nicola Franco.

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