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San Polo Matese - Fonte Santa Maria
San Polo Matese - Fonte Santa Maria
09.03.2007 | Trekking/escursioni
San Polo - Fonte S. Maria
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Itinerario: San Polo Matese - Fonte Santa Maria - San Polo Matese
Comune di: San Polo Matese 
Tempo di percorrenza (AR): 4 h 

Quota di partenza/arrivo: 751 mt
Dislivello massimo: +/- 500 mt 

Acqua:
Fonte Santa Maria 

Indice di difficoltà: Itinerario rosso 

Interesse prevalente: escursionistico 
L'itinerario si svolge interamente (o quasi) su territorio naturale, attraverso la strada che conduce a Fonte Santa Maria. Il sentiero è normalmente transitabile con un fuoristrada ma, in questo periodo, la presenza della neve lo rende percorribile solo a piedi. 

Altri aspetti di rilievo: religioso
Presso Fonte Santa Maria, meta dell'escursione, alcuni devoti sanpolesi hanno edificato un riparo e una piccola cappella, ponendo all'esterno di quest'ultima una statua della Vergine e una croce.

Descrizione
SABATO - Dopo una settimana di attesa, eccomi finalmente a Bojano: purtroppo è tardi per salire in montagna e mi abbandono all'idea dell'escursione del giorno dopo... E' sabato pomeriggio e il tempo è stato splendido per tutta la giornata, regalando agli appassionati dello sci l'emozione di discese perfette sulle piste di Campitello, con un bel cielo terso sullo sfondo e la "giusta" temperatura (forse più del previsto).

Si parte... (foto di: Laura "Undergirl" Napoletano)
Si parte... (foto di: Laura "Undergirl" Napoletano)
Anche io, durante il viaggio sull'autostrada Bari/Benevento, ho avuto la possibilità di apprezzare queste condizioni favorevoli, ammirando il profilo del Vulture, che emerge nella piana circostante proprio come un vulcano, e le morbide colline coltivate a grano tra la Puglia e la Campania, che riflettono la luce solare con mille sfumature di verde.
Al mio arrivo, la casetta di Monteverde, nella frazione di Bojano, mi offre una eccezionale vista del Matese innevato - un sogno ad occhi aperti che dura pochi minuti: appena il tempo per ristorarmi della fatica del viaggio e sono già fuori a respirare l'aria fredda, ma piacevole del pomeriggio. Pochi passi per raggiungere il centro e, in breve, l'ombra del Monte Crocella punteggiato di neve mi fa sentire che in fondo la temperatura non è poi così mite. Il ritrovo con gli amici di rientro dalle piste, le chiacchiere e una fetta di dolce fatto in casa (buonissimo FuZ!) fanno volare il tempo in un lampo... la sera prima di ogni escursione trascorre tra le carte, per studiare il percorso e le eventuali varianti, e le attrezzature da sistemare negli zaini per non dimenticare nulla: guanti, ciaspole e colazione (!!!); poi, terminati i preparativi, si va a letto presto per essere ben riposati il giorno dopo.

DOMENICA - Per fortuna non c'è tempo per gli atteggiamenti da domenica del villaggio: anche se si posano fiocchetti di neve sul tettuccio della macchina, carichiamo il fuoristrada con attenzione e si parte. Le condizioni meteo, per la verità già preannunciate da Libers sabato pomeriggio, ci consigliano di disertare gli itinerari di alta quota e il piazzale di Campitello, sicuramente affollato da sciatori avviliti, e di puntare verso Guardiaregia per guadagnare l'imbocco della stradella forestale che, passando nei pressi degli ingressi delle grotte più profonde del Centro Sud Italia (Pozzo della Neve e Abisso Cul di Bove), raggiunge Valle Uma e infine Fontana Francone.
La partenza è carica di aspettative e l'idea di ciaspolare sotto una debole nevicata aggiunge fascino e atmosfera: la strada è deserta e procediamo lentamente lungo la salita, sia per gustarci il panorama, sempre più candido, sia per evitare le insidie del fondo stradale appena ghiacciato. 
La piccola cappella di S.Maria (foto di: Laura "Undergirl" Napoletano)
La piccola cappella di S.Maria (foto di: Laura "Undergirl" Napoletano)
Oltrepassata la diga (sigh!) dell'Arcichiaro la pendenza si fa più pronunciata e il fuoristrada si arrampica con sempre maggiore stanchezza... fino all'ebollizione dell'acqua del radiatore!
Accostiamo per avviare le pratiche di rito. La giornata volge al peggio ma, per fortuna, abbiamo una tanica di acqua a bordo e non ci resta che aspettare, per sistemare la questione quando la temperatura sarà diminuita. Purtroppo il contrattempo ci costringe a tornare a Monteverde, almeno per cambiare auto, e ci ruba tempo molto prezioso: stasera dobbiamo essere già di ritorno e invece tra una cosa e l'altra si sono fatte le dieci e mezza. Rientrati a casa, un po' abbattuti, rinunciamo alla escursione programmata e valutiamo le alternative a nostra disposizione: la migliore sembra quella di salire a Fonte Santa Maria. Subito l'entusiasmo ci "rimette in moto" e in breve siamo nella piazzetta di San Polomatese; i bastoncini e gli scarponi sono già pronti, in pochi minuti calziamo scarponi e ghette, e via, lungo il sentiero che parte subito fuori dal paese.
All'inizio il tracciato è ampio e quasi completamente sgombro dalla neve (anche se in alcuni tratti si avverte un velo di ghiaccio sotto gli scarponi): normalmente esso viene percorso con un buon fuoristrada per raggiungere la montagna di San Polo dai cacciatori (anche di funghi) e dai devoti che recano visita alla piccola cappella di Santa Maria nei pressi della fonte. Superato il primo curvone a sinistra, ci accorgiamo che oggi sarà difficile incontrare mezzi a motore, dato che una slavina ha totalmente bloccato il passaggio alle auto: lo spettacolo è davvero curioso, perchè non c'è altra neve intorno a noi ad eccezione del cono candido scaricato sulla strada dal pendio erboso sovrastante (neanche troppo ripido, ma totalmente pulito dalla vegetazione!). Superiamo agevolmente l'ostacolo e proseguiamo, salendo di quota, in uno scenario che alterna, a seconda dell'esposizione dei versanti, tratti imbiancati ad altri totalmente puliti dalla neve.
Le condizioni della strada sono varie anche se il sentiero è sempre percorribile; ci precedeno le orme di un altro amante della montagna che, essendo meno attrezzato ha fatto marcia indietro proprio dove noi decidiamo di calzare anche le ciaspole: abbiamo lasciato da circa due km l'abitato, folti abeti costeggiano il ciglio e la neve comincia ad essere tanta e rallenta il passo.
Oggi inauguriamo le racchette da neve: siamo incuriositi da questi attrezzi a noi sconosciuti ma, allo stesso tempo, un po' perplessi perché ci chiediamo se sarà facile abituarsi a camminare con i "piedoni"... Un attimo di ambientamento e subito cominciamo ad apprezzare la facilità di utilizzo e la sensazione di leggerezza che danno durante la salita: quasi non riusciamo a credere ai nostri piedi, si cammina proprio facile e svelto; così veloce che percorriamo i primi metri quasi a ritmo di corsa.
Tiramo un po' il fiato per riprendere la giusta andatura e, procedendo sul nostro sentiero, cerchiamo di trovare la risposta a questa sensazione di divertimento che le ciaspole ci hanno regalato. Percorrendo scenari sempre più incantati e immersi in quel silenzio ovattato che solo l'ambiente naturale innevato sa creare, realizziamo che le racchette da neve aiutano non solo a evitare di sprofondare nella neve alta, ma favoriscono la camminata con la loro elasticità che restituisce energia ad ogni passo. Questa è davvero una sensazione da provare, ragazzi!!! 
Fonte S. Maria: l'abbeveratoio (foto di: Laura "Undergirl" Napoletano)
Fonte S. Maria: l'abbeveratoio (foto di: Laura "Undergirl" Napoletano)
La passeggiata prosegue attraverso un bosco di novellame di faggi, a tratti segnati da anelli di vernice rossa; tra una foto e l'altra scavalchiamo un tronco che ingombra la strada e, dopo l'ultimo dosso, ci affacciamo sulla salita che porta allo spiazzo davanti alla fonte (occhio, che tra la neve si nasconde una piccola botola in cemento, poco profonda ma comunque insidiosa!). Quassù la neve è proprio tanta: a giudicare da quella depositata sulle tettoie, ci sono almeno ottanta centimetri... sulle panchine, attrezzate per i picnic estivi sotto gli alberi, c'è un palmo di neve! A ridosso del costone roccioso, ecco, finalmente, fonte Santa Maria... che emozione vedere la statua della Vergine coperta da un velo gelido e candido, più bianco della stessa statua... ci fermiamo un po' a gustare quella sensazione che si prova quando si raggiunge la meta di un'escursione.
Ci guardiamo intorno in silenzio, ammirati per quello che siamo riusciti a conquistare, nonostante le disavventure del primo mattino; osserviamo con meraviglia il profilo elegante degli abeti e scorgiamo le varie prosecuzioni del sentiero, che subito ci attira verso nuove salite.
Purtroppo, l'orario non lascia spazio all'avventura (sono già le 14.00) e non possiamo ascoltare il desiderio di inoltrarci sulla montagna; durante la sosta nei pressi della fonte, rimane solo un po' di tempo per fantasticare sulle possibili escursioni mentre ci rifocilliamo con qualche sorso d'acqua e alcuni taralli pugliesi; infine ci avviamo sullo stesso sentiero dell'andata in direzione di San Polomatese.
Il ritorno è pieno di emozioni che non voglio descrivere perchè vi invito tutti a provarle direttamente; i fiocchetti di neve che si posano intorno a noi ci salutano silenziosamente, l'unico rumore che avvertiamo sono le nostre racchette da neve che si confermano ottime compagne di viaggio anche in discesa. Quasi senza avvertire alcuna fatica rientriamo in paese e ci volgiamo verso il sentiero per ringraziarlo di averci accompagnato in montagna. 

Tornando sui propri passi... (foto di: Laura "Undergirl" Napoletano)
Tornando sui propri passi... (foto di: Laura "Undergirl" Napoletano)
Consigli
Il sentiero è molto evidente, tuttavia, trattandosi di una escursione su terreno innevato, si consiglia di effettuarla solo dopo aver percorso il tracciato in assenza di neve oppure in compagnia di una persona che già abbia compiuto lo stesso itinerario. Il tempo di percorrenza indicato si riferisce alla nostra esperienza diretta, durante una passeggiata "rilassata", senza corse, anzi ricca di soste per ammirare il paesaggio e scattare fotografie; è comunque prudente evitare di partire con tempi "troppo stretti" per non correrer il rischio di dover tornare indietro senza aver raggiunto la meta dell'escursione o, peggio, di trovarsi in montagna con il buio, privi dell'attrezzatura necessaria. E' consigliabile avere la cartografia dell'itinerario, almeno in scala 1:50.000, bussola e altimetro.

Infine alcune raccomandazioni importanti sempre valide
1. dite sempre dove siete diretti a una persona affidabile, comunicategli l'orario previsto per il rientro e ogni eventuale variazione di programma
2. in caso di ritardi sulla tabella di marcia e/o altri problemi, non esitate a tornare indietro a pochi passi dalla meta
3. portate il cellulare (con la batteria carica) e memorizzate il numero 118 per allertare il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

Attrezzatura necessaria
Abbigliamento da montagna (pantaloni e giacca impermeabili, berretto, guanti); scarponi da trekking; zaino; ricambio asciutto (pantaloni, maglia, biancheria, calze); 1/2 lt di acqua per ciascun partecipante.

Attrezzatura opzionale Ghette, ciaspole e bastoncini (molto consigliate) - fotocamera - binocolo - colazione. 


Undergirl