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08.03.2007 | Manuali
I nodi
I NODI D'ARRESTO
I nodi d'arresto si eseguono all'estremità dei cavi, allo scopo d'impedire che essi si sfilino da fori o da bozzelli. L'applicazione più elementare dei nodi d'arresto è il nodo che serve a trattenere il filo nella cruna dell'ago. I più importanti nodi d'arresto sono: il nodo semplice, il nodo Savoia, il nodo del cappuccino, il nodo del francescano, il pugno di scimmia.

Nodo semplice.
Il nodo semplice, detto anche singolo, se fatto all'estremità del cavo è un nodo sicuro, ma ha il difetto di stringersi troppo danneggiando le fibre del cavo.
Per tale motivo è difficile da sciogliere, particolarmente quando il cavo è bagnato.
Nodo savoia.
Per accorciare di poco una corda o per impedire che essa si sfili da un anello o da una carrucola.
Per fare una corda per arrampicate.
Nodo del cappuccino.
Per appesantire l'estremità di una corda, o per evitare che essa fuoriesca da un anello o da una carrucola, o per fare una corda per arrampicata.
Nodo del francescano.
Si fa generalmente al capo di una corda ed evita che essa fuoriesca da un occhiello o un anello.
Pugno di scimmia.
Più efficace, ma più complicato da realizzare del nodo del francescano.
Lo si usa speso in legature decorative.
 
I NODI DI GIUNZIONE
Fanno parte dei nodi di giunzione quei nodi che l'uomo ha usato da sempre nelle più elementari occorrenze: per costruire capanne, unendo liane, trappole per animali, armi primitive, per tessere, per intrecciare. Ai nodi di giunzione si chiede facilità di essere sciolti dopo l'uso, e di poter unire le estremità, di due cavi senza danneggiarne la consistenza, sostituendo l'impiombatura. Tali nodi, pertanto, danno la possibilità di usare gli stessi cavi o cime più volte.
Affinché i nodi di giunzione offrano una certa sicurezza occorre che i cavi usati abbiano lo stesso diametro e le stesse proprietà, fa eccezione a questa regola il nodo bandiera che, pur unendo due cavi di diverso diametro e natura, risulta altrettanto sicuro. I più importanti nodi di giunzione sono: il nodo piano, il nodo di scotta o bandiera, il nodo vaccaio, il nodo inglese, le due gasse.
Nodo di scotta o bandiera.
Per unire due corde, anche di spessore differente, adatto anche per forti pesi.
Per fabbricare una rete.
Nel caso di corde di spessore differente, è la corda più piccola che va incrociata perché la trazione la fa immobilizzare contro la corda grossa.
Con due corde dello stesso spessore il nodo della rete è più sicuro del nodo piano.
Nodo di bandiera doppio.
È il nodo migliore per unire due corde di spessore differente.
Nodo piano.
Per unire due corde di uguale spessore.
Non va usato per forti pesi.
Nodo inglese o del pescatore.
Per unire due corde bagnate e scivolose.
Nodo vaccaio.
Altro modo altrettanto efficace di unire due corde: deriva da una "modifica" al nodo piano.
Nodo del chirurgo.
Per unire due estremità di funi di uguale spessore, in particolare se sono sfrangiate.
Utile per i lacci emostatici.
Due gasse.
Sistema sicuro, ma più lungo, per unire due corde anche di differente diametro. (vedi gassa d'amante)
 
I NODI A OCCHIO
I nodi a occhio, o gasse, sono delle asole, cappi o doppini chiusi e annodati quasi generalmente, all'estremità di un cavo. A differenza dei nodi d'avvolgimento, che vengono eseguiti direttamente sull'oggetto, questi nodi vengono quasi sempre fatti in mano e poi passati attorno a un gancio o a un palo. Inoltre i nodi a occhio non si rovesciano; si guastano quando vengono sfilati dall'oggetto; e, dato che la loro forma non è determinata dall'oggetto attorno al quale sono avvolti, si possono usare più volte.
I principali nodi a occhio sono: la gassa d'amante; la gassa d'amante doppia; la gassa d'amante con cima doppia; la gassa spagnola; il cappio del pescatore.

Gassa d'amante o bolina.
E' il re dei nodi.
Il principale pregio di questo nodo è di non essere scorsoio e di non stringersi troppo: il miglior nodo a più usi, impiegabile per tutti i tipi di cavo.
Può servire per fissare una corda ad un occhiello o una trave orizzontale, ad assicurare una cima intorno al torace come misura di sicurezza, o per tirare fuori qualcuno dall'acqua.
E' un nodo facile da disfare la cui cima viene sottoposta a una tensione minore rispetto ad altri nodi.
Gassa d'amante doppia.
Ha gli stessi impieghi del bolina semplice, ma è molto più efficace perchè ha due anelli che sostengono meglio una persona.
Gassa spagnola.
Altro nodo (meno conosciuto) per fare un cappio non scorsoio.
Cappio del pescatore. 
 
I NODI SCORSOI
Questi nodi sono chiamati anche cappi o lacci. La loro caratteristica è quella di stringersi attorno agli oggetti sui quali sono fatti: quanto più forte è la tradizione esercitata sul corrente tanto più forte il nodo scorsoio stringe l'oggetto attorno al quale è avvolto. Il fatto che la presa dei nodi scorsoi sia direttamente proporzionale alla tensione del cavo costituisce più un difetto che un pregio. Questa caratteristica, infatti, limita il loro impiego a quei casi in cui si è ben certi che la tensione del cavo è costante; all'inverso, l'allentarsi della tensione del cavo rende i nodi scorsoi estremamente insicuri. In conclusione, a parte impieghi ben definiti, è consigliabile evitare l'uso dei nodi scorsoi. Si preferiscano ad essi i più sicuri nodi a occhio dai quali in definitiva derivano.
Nodo scorsoio semplice.
Il più semplice dei nodi scorsoi.
Gassa d'amante scorsoia.
Adatta per forti tensioni (sempre in relazione alla corda usata).
Nodo scorsoio.
Presenta una maggiore resistenza allo scorrimento rispetto ai precedenti.
Non ha molte applicazioni pratiche.
 
I NODI DI ACCORCIAMENTO
Per nessuna ragione al mondo si deve tagliare una fune. Una fune tagliata, infatti, ha perso gran parte del suo valore e nessun nodo di giunzione può restituirle le primitive doti di sicurezza e utilizzabilità. Quando la lunghezza del cavo è abbondante rispetto a un particolare impiego si può, ricorrere ai nodi d'accorciamento, che, come dice il nome, servono ad accorciare i cavi senza ricorrere al loro taglio. Un particolare impiego di nodi d'accorciamento consiste nell'esclusione dall'utilizzo delle parti logore o danneggiate che il cavo dovesse presentare: quelle parti, infatti, essendo incluse nel nodo di accorciamento, rimangono inoperanti e di conseguenza escluse da ogni sforzo.
Nodo margherita.
Per accorciare o per tendere una corda sottoposta a tensione costante, senza tagliarla e senza staccarne le estremità.
Per rinforzare un tirante logorato.
Nodo margherita in tensione.
Nodo semplice a doppino con gassa.
La zona della corda che forma l'occhiello non viene sottoposta alla tensione.
Nodo del tessitore.
Può servire come sedile, come nodo di ancoraggio, o per accorciare una corda.
Utilissimo in caso di soccorso.
 
I NODI DI AVVOLGIMENTO
I nodi d'avvolgimento, generalmente, si eseguono direttamente su di un oggetto, sia per assicurare qualcosa su di esso, sia per stringergli un cavo attorno, sia per iniziare una legatura. È buona regola mentre si eseguono le volte seguire il senso di torsione del cavo. Fanno parte dei nodi di avvolgimento: il parlato semplice e doppio, la bocca di lupo, i mezzi colli, il nodo di ancorotto.
Nodo parlato.
E' il più semplice dei nodi di ancoraggio, è molto solido ed è facile e rapido da sciogliere.
Serve per legare una fune a un palo e come nodo iniziale per le legature.
Parlato doppio.
E' più solido del parlato.
Bocca di lupo.
Per sospendere un carico, per ancorare una corda a un punto.
Mezzi colli.
Per fissare un tirante a un picchetto, o per ancorare una corda a un'altra già tesa, o a un palo.
Nodo ancorotto.
Per legare una corda ad un anello.
Nodo paletto, o nodo del muratore.
Serve per ancorare un oggetto, per iniziare una legatura, per legare un carico da trascinare o da issare, ad esempio una fascina di legna.
Nodo di Prusik.
E' un nodo derivato da quello a bocca di lupo, ha gli stessi usi e serve anche come nodo di sicurezza per ancorarsi con una certa elasticità a un'altra corda.
Tratto da www.avventurosamente.it